Game Streaming: Servizi di Cloud Gaming a confronto (Stadia,GeForce Now,xCloud)

Da un po’ di tempo sto testando i vari servizi di game streaming per capire quanto sono veramente utilizzabili e quale sia il migliore. Ho fatto test su Google Stadia e GeForce Now mentre invece la possibilità di testare Microsoft xCloud è stata abbastanza limitata essendo ancora in Beta.

La prima cosa da chiarire è COME ho testato il servizio per avere ben chiaro lo scenario. Diciamo da subito che i servizi di Game Streaming sono estremamente dipendenti dalla vostra connettività internet. Inutile anche solo parlare di questo genere di servizi se, purtroppo, potete usufruire solo di connettività limitata. Diciamo subito che il minimo indispensabile è una ADSL da 20Mega. Ma proprio il minimo, giusto per avere un servizio funzionante. Tutti i test li ho fatti da una connessione in fibra Gigabit di tipo FTTH. I miei test quindi NON sono andati a controllare la qualità del servizio con diverse tipologia di banda seppure possiamo dire fin da subito che tutti i servizi testati sono molto efficienti nel modificare dinamicamente la risoluzione in base alla banda disponibile. I test sono stati più legati a chi offrisse il servizio migliore con il miglior rapporto valore/denaro speso.

Perché usare un servizio di Game Streaming? La ragione principale su cui tutti i vendor puntano è il gioco in mobilità…ma per me in questo momento questo ha poco senso. Non mi ci vedo a giocare a Doom o a Destiny sul cellulare…da videogiocatore per me ha poco senso. Trovo più interessante invece la possibilità per il futuro di investire su un servizio a pagamento invece di dover spendere consistenti quantità di denaro per aggiornare il mio PC. Mentre vi scrivo la scheda budget della nuova generazione di Nvidia, la 3060 è schizzata a prezzi realmente assurdi….si parla di 800, 900 euro per una scheda che ha un prezzo consigliato sui 400 euro. Capite che con questi prezzi un servizio che mette a disposizione di fatto dei server “in affitto” con cui giocare anche con un vecchio PC diventa una cosa sempre più interessante. Non solo. Anche per chi come me ha ancora la fortuna di avere a disposizione una scheda recente (la mia 2080 fa ancora super faville per fortuna…) usare un servizio di Game Streaming vuol dire poter fare una partita anche a quei giochi che usi solo una volta ogni tanto senza stare a reinstallarli. Vuoi rifare una partita a Witcher 3 anche se l’hai finito da un anno? Perché reinstallare 40GB di gioco?… Lancia una partita su Cloud e riprendi dal tuo ultimo savegame, con un click!

Fatte tutte le premesse descritte qui sopra andiamo subito al dunque. Le tre offerte descritte sopra (Google Stadia, Nvidia GeForce Now, Microsoft xCloud) hanno pro e contro e la scelta dipende un po’ da che tipo di giocatore siete. Ma andiamo con ordine:

Google Stadia

https://stadia.google.com

Il servizio di Google è forte di una profonda e semplice integrazione con Google Chrome. Tutto quello di cui avrete bisogno per usarlo è un browser e del vostro account Google. Fin qui sono tutte “rose e fiori” e il servizio è veramente ben fatto… il vero problema però sono i giochi. Non c’è modo di utilizzare su questa piattaforma giochi di cui siete già in possesso. Dovrete ricomprarli dallo store e saranno esclusivamente utilizzabili su Stadia. Il che è un bel problema: di fatto il servizio risente degli stessi problemi di una qualsiasi console: vi lega mani e piedi a quella piattaforma. In conclusione lo trovo buono per i nuovi giocatori (sempre che approfittiate degli sconti sui vari titoli) ma pessimo per i vecchi giocatori come me che, in anni, hanno occumulato una libreria piuttosto importante sui vari store online (Steam, Epic, Gog etc..)

Nvidia GeForce Now

https://www.nvidia.com/it-it/geforce-now/

Diciamolo subito: ad oggi questo è il mio servizio preferito tra i tre testati. Nvidia ha fatto partership importanti con i principali store online del momento (Steam, Epic, Gog etc…) per permettervi di utilizzare i titoli che avete già acquistato sulla loro piattaforma senza spendere un euro in più per ri-acquistarli. Ovviamente non tutti i titoli sono ad oggi disponibili, ma ne vengono aggiunti di continuo. Questo, diciamolo subito, lo rende il miglior servizio ad oggi per i vecchi giocatori che hanno accumulato nel tempo una libreria di titoli importante. Sicuramente quindi rimane un must-have, anche se un domani utilizzerete una delle altre piattaforme, non fosse altro per poter riutilizzare quando volete i vostri vecchi titoli. Dall’app di GeForce Now potrete creare i link ai titoli in vostro possesso per poi lanciarli a vostro piacimento in sessioni gratuite della durata massima di 1 ora o estese se vorrete sottoscrivere l’abbonamento da 9 euro e 90 al mese, con tanto di Ray Tracing abilitato per i titoli che lo supportano. Davvero Niente Male!!

Microsoft xCloud CON XBOX GAME PASS

https://www.xbox.com/it-IT/xbox-game-streaming/project-xcloud (anteprima)

https://www.xbox.com/it-IT/xbox-game-pass

E qui arriviamo alla grande incognita del futuro. Diciamolo subito: Ms fa le cose in grande e gli investimenti fatti negli anni nel mondo XBox le permettono di contare su un Asso che ad oggi nessun altro ha: l’Xbox Game Pass. Per chi non lo sapesse è l’abbonamento che consente a chi lo sottoscrive di utilizzare tutti i giochi del catalogo Game Pass senza restrizioni e senza bisogno di ulteriori acquisti. E sono veramente tanti e importanti visti gli accordi e gli studi acquisiti negli ultimi anni. A questo stanno aggiungendo anche la possibilità si usare parte dei titoli del Game Pass direttamente dal cloud con il servizio xCloud. Questo da un grosso vantaggio a Ms… se posso usare i giochi del pass su xCloud E anche in locale ovviamente diventa uno store estremamente interessante. Purtroppo però ad oggi il servizio è ancora in beta e il numero di titoli utilizzabili su cloud rimane un’incognita. Se le promesse verranno mantenute pero’, dal mio punto di vista, rimane sicuramente una soluzione da tenere sotto controllo. Quantomeno come store per i nuovi titoli da comprare nel momento in cui vogliamo usarli ANCHE su cloud. Per i vecchi giocatori che hanno accumulato però titoli negli anni su altri store come me (Steam, Epic, Gog etc…. etc…) rimane il problema citato inizialmente. Se non permetteranno, come sembra ad oggi, di usare su cloud i titoli comprati anche dagli altri store purtroppo rimane una soluzione interessante solo per i nuovi titoli.

CONCLUSIONI

Per quello che mi riguarda, ad oggi, Geforce Now rimane il servizio di Game Streaming migliore sulla piazza. Questo perchè vi lascia la libertà di acquistare i vostri titoli dove preferite sfruttando magari sconti o offerte speciali per poi giocarli in locale o in Cloud tramite Game Stream. Google Stadia rimane un ottimo servizio ma purtroppo rimane interessante solo per i nuovi titoli. Faranno molto gli accordi commerciali che riuscirà a fare Google per riuscire a rendere interessante il servizio nonostante i suoi vincoli. Microsoft con il suo XBox Game Pass ha messo insieme un servizio bomba con accordi con vendor multipli per dare un fantastico servizio ai suoi clienti. Tuttavia rimane chiuso su se stesso e rimane interessante solo se i titoli che vi interessano rimangono a catalogo e giocabili in cloud. Diventerà davvero interessante per chi ha gia accumulato titoli da giocare solo se decideranno di aprirsi, in futuro, anche all’esecuzione in cloud di titoli acquistati da store terzi.

Costruire la retro console dei sogni con Raspberry Pi

Ecco una breve guida per costruire in breve la retroconsole che non avreste mai osato chiedere…

Indice

1. La console delle meraviglie
2. Un piccolo gioiellino: Raspberry e il progetto Retropie
3. Ma dove sono i giochi? Le Rom…
4. Convinti? Ecco la lista della spesa!
5. Cosa devo aggiungere?
6. Come predisporre la vostra retro-console in 4 passaggi
7. Configurare il controller
8. Conclusioni


1. La console delle meraviglie

Ricordate gli anni ’80 e ’90? Era l’alba delle console da 8 e 16 bit. Un periodo florido ed entusiasmante in cui internet era ancora un miraggio e il vero video gaming domestico vedeva la sua alba. Passavamo dalle sale giochi ai nostri salotti e l’ultima console uscita (e ne uscivano tante!) era l’oggetto del desiderio che ogni ragazzino sognava di trovare sotto l’albero di natale.

Oggi c’è un vero e proprio revival in corso di quel periodo e di quelle tecnologie grazie agli ormai consolidati software di emulazione e, sopratutto, all’hardware a basso costo che ci permette di di far risorgere quei giochi con minimo investimento direttamente sui nostri televisori di ultima generazione. Di cosa parliamo? Parliamo della possibilità di costruire una mini-console per i nostri televisori con tutti gli emulatori utili a far funzionare tutti i giochi del passato.

Giochi stupendi e giocabilissimi ancora oggi… da Super Mario a Metal Slug…da Ghost’n’Goblins a Puzzle Bouble.

La maggior parte dei casual game che giochiamo oggi sui cellulari sono solo eredi di questi piccoli capolavori che, se mi è concesso dirlo, ad oggi rimangono ancora dei classici spesso assolutamente insuperati.

Vi immaginate cosa vorrebbe dire avere tutte le console in una…NES, SuperNes, Megadrive, Neo Geo, GameBoy, Atari 2600 (…e chi più ne ha più ne metta!).
Tutti nella stessa mini console per meno di 90 Euro.


2. Un piccolo gioiellino: Raspberry e il progetto Retropie

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Ho già descritto in un post precedente le meraviglie di Raspberry Pi, un piccolo pc single-board che ormai da diversi anni entusiasma i makers di tutto il mondo per i progetti più disparati.
Con pochi euro su Amazon o su altri siti online è possibile comprare questo oggettino completo di porte HDMI, porte USB, CPU quad core, scheda di rete ethernet, wifi, bluetooth e lettore microSD. Tutto progettato per avere consumi minimi.

Per quanto ottimo però quest’hardware non raggiungerebbe facilmente il suo scopo senza l’ottimo lavoro messo in campo dalla community che segue il progetto RetroPie.
Si tratta di un progetto open volto allo scopo di creare un pacchetto software completo di tutto quello che può servire ad una console per il retrogaming. Dagli emulatori alla dashboard necessaria per permettervi di fruire comodamente di tutti i software dal vostro divano.

I programmi che entrano in campo in effetti non sono pochi. Si parte dal sistema operativo Raspbian comprensivo di tutto quello che serve per far funzionare le periferiche più comuni, agli emulatori (Mame etc…) alla dashboard Emulation Station. Tutto software assolutamente free e open ma da installare e configurare.
Il progetto mira a creare delle immagini per il vostro raspberry già comprensive di tutto e con tutto già configurato.

Vi basta caricare l’immagine sulla microSD del vostro Raspberry, inserirla nello slot, collegare le periferiche e accendere il dispositivo.
E tutto è già pronto per giocare.


3. Ma dove sono i giochi? Le Rom…

A quanto descritto nel capitolo precedente bisogna ovviamente aggiungere una componente importante: le rom.
Si tratta in breve del dump (la copia, per farla breve…) dei giochi del passato che volete utilizzare sulla vostra nuova console multi piattaforma.
Qui per ragioni di legge è indispensabile essere chiari: utilizzare le rom di giochi che non si posseggono è di fatto illegale.
Esitono di fatto però siti che mettono a disposizione immagini per il vostro raspberry già comprensive di numerose rom.
Qui diamo alcune indicazioni ma, per ovvie ragioni, scaricare e utilizzare queste img rimane scelta vostra.

In alternativa potete scegliere solo le rom dei giochi che avete acquistato e tenete nel cassetto, oppure solo rom dichiaratamente free, caricarle sulla vostra immagine retropie, e giocarle comodamente dal divano sul vostro televisore di ultima generazione, rimanendo entro i limiti di legge.


4. Convinti? Ecco la lista della spesa!

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Siete convinti? Allora…Pronti? Via! Qui trovate la lista della spesa che ho seguito io con qualche considerazione.

Il concetto di base è che potete riutilizzare anche buona parte degli oggetti che avete già a casa. in alternativa potete comprare uno dei kit già pronti con tutto per qualche euro in più.

Io, ve lo anticipo subito, sono andato direttamente sul kit con tutto compreso (tranne i pad che ho scelto a parte) e di seguito vi riporterò anche un link Amazon a questo scopo, ma qualche considerazione sui singoli componenti va comunque fatta, non fosse altro per descrivere su cosa si può risparmiare un po’.

Cosa serve

Raspberry PI 3 model B – Costo indicativo: 37 euro

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Il progetto funziona bene anche sulla versione precedente di raspberry a cui però manca un po’ di hardware. Niente wifi, niente bluetooth e processore più lento. Per il nostro fine però la cosa importante è che per evitare lag serve un processore bello performante. Per evitare scatti e problemi andate direttamente sulla versione 3, costa solo qualche euro in più. Se volete risparmiare consiglio di farlo su altro.

Case per raspberry pi 3 B – Costo indicativo: da 9 euro

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Qui potete sbizzarrirvi, su amazon e in internet ne esistono di ogni genere: dal case con la forma del vecchio NES a quello semplice e trasparente. Solo una raccomandazione: non usate case pensati per il raspberry 2. Il fattore di forma è identico… ma nel 3 sono stati spostati i led. Per evitare di nasconderli sotto un case non trasparente, andate direttamente su un case progettato esclusivamente per il 3.

Qui valutate voi quanto spendere. Con 9 euro già si trovano case con linee pulite e assolutamente eleganti.

Dissipatori – Costo indicativo: 6 euro

Non sono indispensabili per il funzionamento del tutto ma è sempre meglio non sottovalutare l’uso dei dissipatori, anche se stiamo parlando di hardware a basso consumo. Sono piccoli, fatti apposta per il raspberry e sono già venduti con il loro adesivo per incollarli con una facilità assoluta.

Giocherete così in assoluta serenità.

Alimentatore – Costo indicativo: 8 euro

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Il raspberry si alimenta con un normale alimentatore USB per cellulare ma deve produrre almeno 5V per 2.5A. Probabilmente è un tipo di alimentatore che avete già a casa, in genere viene venduto insieme a tutti i cellulari che supportano la ricarica rapida (che arriva anche a 3A).

Il raspberry però non ha una batteria e ha bisogno di questo alimentatore costantemente collegato. Se ne avete più di uno potete fare a meno di comprarlo… ma se ne avete solo uno e dovreste continuamente attaccarlo e staccarlo da quella scomodissima presa che sta proprio dietro il televisore… magari conviene comprarne un altro apposta per lo scopo! Il prezzo qui è indicativo, in reealtà con un po’ di ricerca si può trovare anche a meno.

Cavo HDMI – Costo indicativo: 6 euro

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Questo sicuramente lo avete già in casa. Il costo dipende essenzialmente da quanto è distante il raspberry dal vostro televisore. Per tenerlo attaccato al televisore stesso basta un cavetto corto da meno di un metro ma se sta sotto il televisore o in un mobiletto potrebbe servirvi anche il 3 metri.

Il costo indicativo che trovate qui è quello del cavo da 2 metri venduto da Amazon come prodotto plus, giusto per farci un’idea.

Scheda MicroSD da almeno 16Giga – Costo indicativo: 15 euro

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Anche questa potreste già averla in casa. Andrà a costituire il “disco fisso” del vostro raspberry. Indicativamente, con tutto il software, tenete presente che su una 16G staranno oltre 5000 ROM delle vostre vecchie glorie. Direi che è più che sufficente, anche per riutilizzi futuri del vostro raspberry. E, nel caso, con poco si può sempre aggiornare.

Con tutto questo i componenti per la vostra mini console delle meraviglie ci sono tutti.

– Costo indicativo complessivo: 81 euro –

Si può spendere di meno? Certo! Basta riutilizzare quel cavo HDMI che avete in più nel cassetto e non avete mai utilizzato, il vostro alimentatore del cellulare, o la microsd della macchina fotografica che non usate mai. A voi la scelta.

In genere un buon consiglio potrebbe essere partire con quello che avete in casa e investire qualcosa in più solo in un secondo momento.

Oppure, come anticipavo in apertura di questo paragrafo, partite direttamente come me da un bel kit con tutti i componenti già inclusi tra quelli consigliati su Amazon.

Io ho scelto questo, che comprende tutti i componenti che ho indicato sopra per 76.90 euro (prezzo amazon prime):

kitraspberry1

kitraspberry2

https://www.amazon.it/Raspberry-Official-Alimentatore-Ufficiale-Dissipatori/dp/B01D0I5UXK/ref=sr_1_4?s=electronics&ie=UTF8&qid=1507295466&sr=1-4&keywords=raspberry+pi+3+starter+kit


5. Cosa devo aggiungere?

buffalocontroller

Manca solo il vostro game pad…. e qui sul mercato c’è veramente di tutto, dai 9 euro in su. Se avete un gamepad da pc (io avevo il mio vecchio Rumblepad Logitech) probabilmente avete già tutto quello che vi serve.

In alternativa potete scegliere un’alternativa sicuramente compatibile consultando questo articolo

https://lifehacker.com/the-best-controllers-for-retro-gaming-1791090209

Per qualche configurazione particolare direttamente sul raspberry è consigliabile anche una tastiera usb, con cavo o wifi. Se usate immagini già compensive di tutto in realtà non vi servirà praticamente mai ma, nel caso, potrete usare al volo quella del vostro pc


6. Come predisporre la vostra retro-console in 4 passaggi

Il prerequisito per questi semplici passaggi è l’uso di un lettore di memory card da collegare al vostro PC. Serve essenzialmente per caricare l’img sulla vostra scheda microSD.

La procedura più semplice è quella per Windows essendoci 2 tool free molto semplici da usare con cui è tutto rapidissimo. Consiglio se avete una macchina Windows disponibile quindi di usarla. Tuttavia nel caso abbiate a disposizione solo macchine Linux o MacOS la procedura per risolvere i punti 2 e 3 è ben documentata sul sito raspberry: https://www.raspberrypi.org/documentation/installation/installing-images/

1) Scaricare l’immagine pronta da caricare sulla vostra memory card

Un sito molto bello già comprensivo di tutte le immagini già pronte con tutto il software (con o senza ROM) è questo: http://www.arcadepunks.com/retro-pi-downloads-page/

Scegliete l’img adatto alla grandezza della scheda che avete scelto e scaricatela. Il vostro obbiettivo è avere l’immagine in formato (.img) pronta da caricare sulla memory.
Ci sono con e senza rom, qui la scelta è vostra.

Arcadepunks è un sito dove troverete una marea di materiale aggiuntivo se più avanti vorrete ampliare la vostra retroconsole. Mettetelo tra i favourite e ricordatevelo bene!

Ricordate che potete eseguire questa procedura tutte le volte che volete. Se un’immagine non vi soddisfa o non contiene quello che vi aspettate, potrete sempre in un secondo momento scaricarne un’altra. Ve ne sono molte, tutte preparate dagli appassionati che le hanno preparate e messe a disposizione della comunità.
Le prendete,le caricate sulla vostra memory che infilerete nello slot del raspberry e il gioco è fatto. Quando avrete confidenza con il software comunque non sarà più necessario, andrete a personalizzarvi la vostra configurazione caricando tutto ciò che vorrete a seconda dei casi.

2) Formattate la memory per caricare il file IMG

Inserite la microSD nel vostro lettore di memory card per pc.

Per formattarla vi serve il software SD formatter scaricabile da qui:

https://www.sdcard.org/downloads/formatter_4/eula_windows/index.html

SDFormatter

3) Caricate l’IMG che avete scaricato sulla memory

A questo scopo vi serve il software WinDiskimager scaricabile da qui:

https://sourceforge.net/projects/win32diskimager/

Win32DiskImager

Si tratta di lanciarlo, selezionare il vostro file img e selezionare la vostra ssd formattata nel passaggio precedente (selezionatela con cura! per non sbagliare guardate bene le dimensioni prima di selezionarla)

4) Mettete la vostra microSD nel raspberry e collegate tutto.

Ricordate di collegare per ultima l’alimentazione: è bene ricordare che il raspberry si accende non apppena la collegate. Se avete fatto tutto a dovere entro pochi secondi potrete vedere sul televisore, selezionando l’ingresso hdmi corretto, la vostra nuova console Retropie in startup. Ora si tratta accedere e configurare il vostro game pad per giocare…. ma la vostra console è pronta!


7. Configurare il controller

Che sia un gamepad o un joystick, all’avvio il sistema si accorgerà che c’è una periferica usb collegata da configurare. Perchè configurarla? Perchè i controller hanno tasti e formati diversi e in questo sistema assolutamente aperto potreste collegarne uno qualsiasi tra i migliaia presenti sul mercato. Si tratta semplicemente di dire al sistema quale pulsante volete usare per ogni funzione.

Fatelo con cura seguendo le indicazioni a video, è una procedura lunga che però andrà fatta una sola volta. Saltate pure i pulsanti che non userete se sul vostro controller non li avete a disposizione. Al successivo avvio, premendo un tasto, il sistema si accorgerà che è stato gia configurato e passerà direttamente oltre. In ogni caso potrete riconfigurarlo nuovamente o aggiungere nuovi controller per il multiplayer in un secondo momento grazie ai menu dell’interfaccia.

Qualche piccola indicazione utile

– In qualsiasi momento dopo l’avvio automatico della dashboard se volete potete tornare al sistema linux tramite il pulsante F4 della tastiera

– Dopo aver selezionato una rom potete tornare in qualsiasi momento al menu della dashboard interrompendo il gioco premendo contemporaneamente i pulsanti indicati per SELECT e START al momento della configurazione del controller

– Il menu della dashboard per spegnere il sistema lo travate accedendo al menu tramite il pulsante SELECT (trovate le indicazioni genericamente nella parte bassa dello schermo mentre siete sull’interfaccia

– Il raspberry, una volta spento via software, si riaccende staccando e riattaccando il cavo di alimentazione. Lo so è scomodo… ma l’oggettino, giochi in uso a parte, consuma talmente poco che potreste pensare anche di lasciarlo sempre acceso. Fate voi due conti con i consumi.

In alternativa esistono in commercio cavi usb con tanto di pulsante per evitare di staccare e riattaccare ogni volta il cavetto. Oppure potreste scegliere un case con pulsante di accensione e spegnimento, come quello bellissimo a forma di vecchio Nes che anche io sto valutando…


8. Conclusioni

E’ tutto pronto, si tratta solo di esplorare e giocare. Raspberry rimane un oggetto estremamente flessibile in cui in qualsiasi momento potrete caricare una nuova immagine o una nuova rom. Oppure, un domani, potresti caricare su una microSD una nuova immagine per usare il raspberry per qualsiasi altro scopo. Un fileserver, un desktop linux, una postazione di videoconferenza con telecamera e microfono, una centralina per domotica… basta un cambio di scheda microSD a raspberry spento e un reboot e il vostro raspberry acquisterà immediatamente la possibilità di cambiare uso in pochi secondi.

Ma ora bando alle ciance:

Benvenuti nella vostra nuova console per il retrogaming 😉

Raspberry Pi: il single-board computer delle meraviglie

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Nel lontano 2006 un gruppo di insegnanti e accademici del Regno Unito decisero di creare uno strumento a basso costo che potesse contribuire allo studio di informatica ed elettronica nelle scuole. L’idea era essenzialmeente quella di creare un mini-computer in grado di essere utilizzato un po’ per tutto. Dalla creazione di piccole workstation indipendenti fino alla gestione di circuiti elettronici più complessi.
Per coprire questi scopi dimensioni ridotte e bassi consumi erano un requisito fondamentale.
Doveva essere un piccolo dispositivo con una cpu, una scheda di rete, una scheda video e qualche porta usb. In breve il “minimo indispensabile” che troviamo oggi su qualsiasi personal computer, con dimensioni complessive non superiori però a quelle di una scatola di sigarette.
Perchè così piccolo?
Essenzialmente perchè creare un mini computer di quelle dimensione consentiva una grandissima flessibilità di utilizzo e la tecnologia ormai lo consentiva, grazie all’integrazione di componenti complessi nel formato di singoli chip a basso costo.
Questo “mini-computer” poteva essere utilizzato come centralina di comando di apparecchiature sempre accese, grazie ai suoi consumi minimi. Come centralina di impianti domestici, impianti di videosorveglianza, domotica, server domestici o circuiti elettronici con i fini più disparati. Insomma: qualsiasi cosa per cui un computer potesse essere utile.
L’enorme vantaggio era quello di creare un progetto a standard aperto in cui tutte le specifiche fossero conosciute e utilizzabili da chiunque volesse utilizzarlo. Senza brevetti particolari ne il bisogno di acquisire diritti di utilizzo di nessun genere.
Il sistema operativo per questo dispositivo? Neanche a dirlo: Linux, o meglio, Raspbian OS. Un fork di Debian 6 creato apposta con tutto quello che era necessario per far funzionare al meglio questo piccolo single-board computer.

Il progetto ebbe un grande successo e nel 2009 venne fondata la Raspberry Pi Foundation, a Caldecote, villaggio del South Cambridgeshire, nel Regno Unito, con lo statuto giuridico di organizzazione caritatevole registrata e regolata dalla Charity Commission for England and Wales (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Raspberry_Pi )

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Oggi esistono diversi modelli di Raspberry, tutti acquistabili per poche decine di euro, e i progetti che li utilizzano sono i più disparati.
Il sito è questo: https://www.raspberrypi.org/ e qualche idea simpatica la trovate qui: https://www.raspberrypi.org/resources/make/ . I progetti d’uso in corso sono numerosi e l’unico limite è davvero l’immaginazione.

Inutile dire che potete acquistarlo praticamente ovunque online. E’ consigliabile puntare i “kit”, comprensivi di tutti gli accessori indispensabili per usare questa piccola meraviglia.
Volete un’idea?
Ad esempio, chi ama il retro-gaming come me, potrebbe crearci una mini console completa di tutti gli emulatori possibili da mettere sotto il televisore in pochissimo spazio con spesa minima… tutto seguendo le indicazioni di un progetto open già più che completo grazie a gruppi di appassionati in rete.
Il progetto si chiama RetroPie e i suoi frutti sono da tempo già liberamente disponibili in internet.
Ma questo sarà argomento di un altro post 😉

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Apple iMac: Ma quanto costa di più esattamente? Configurazioni con video 5K a confronto

Una delle conversazioni più comuni tra appassionati di informatica e videogiocatori è l’annosa questione PC-iMac. Alcuni ne preferiscono uno invece dell’altro per ragioni puramente filosofiche o storiche. Altri invece si lanciano in lunghe disquisizioni tecniche sulla superiorità di uno dei due sistemi sull’altro. Altri ancora si concentrano sulla bontà del software sostenendo come quello dell’uno sia migliore, più compatibile o più flessibile dell’altro.
Personalmente sono rimasto sempre abbastanza neutrale sull’argomento in quanto ho sempre visto in entrambe le soluzioni tecnologiche, come nelle filosofie alle loro spalle, sia luci che ombre.
Ma, come tutti quelli che purtroppo alla fine devono farsi due conti in tasca prima di fare un acquisto, mi sono sempre chiesto: quanto costa di più davvero un sistema rispetto all’altro?
Dell’ iMac di Apple si legge di continuo che è “un po’ più costoso” per diverse ragioni quali design, materiali, scelte ingneristiche etc…
Si potrebbe stare ore poi a disquisire quale sistema sia il più adatto in funzione delle esigenze di ogni utente… ma quello che oggi ci interessa capire è: costa davvero di più? E quanto esattamente?

Cerchiamo un criterio e facciamo un paragone
Il paragone non è così facile come potrebbe sembrare perchè se è vero che i modelli di iMac sono ben definiti è altrettanto vero che, dall’altra parte, il versante Pc è grande come il mondo in virtù dell’estrema flessibilità delle possibili configurazioni.
Avrebbe poco senso infatti confrontare l’ultimo iMac appena uscito con un Pc entry-level utile solo per le attività di ufficio di base.

La prima soluzione che mi era venuta in mente è stata quella di ipotizzare un PC con configurazione equivalente ad un Mac top di gamma prendendone le caratteristiche equivalenti una ad una… ma anche così il paragone non sarebbe stato realmente efficace. Un’azienda singola che assemba computer può permettersi economie di scala e soluzioni tecnologiche atte a ridurre i costi ma del tutto impossibili per un semplice assemblatore che compra pochi pezzi delle singole parti.

Alla fine pertanto ho optato per un paragone con una macchina pre-configurata di un’altro vendor leader nel settore: DELL.

Il confronto
Per rispondere alla domanda iniziale quindi paragoneremo l’iMac da 27 pollici con processore Intel Core i7 con il DELL XPS 8910 anch’esso equipaggiato con Core i7.

Le due configurazioni di base proposte dai vendor non sono identiche tuttavia, nel comporre la quotazione delle due soluzioni, ho cercato di selezionare le configurazioni più simili in modo da renderle paragonabili.
Dove Dell non mette a disposizione un componente l’ho aggiunto come accessorio aggiuntivo puntando su un prodotto con caratteristiche simili, possibilmente sempre Dell.
Ad esempio: la soluzione iMac è completa di video 5k essendo un all-in-one mentre la macchina Dell non ha il video incluso. Per questo ho aggiunto alla soluzione il video DELL UltraSharp UP2715K 27″, anch’esso da 5k come il video Apple.

Su alcune specifiche invece, diciamolo pure subito, non è possibile fare paragoni. E’ un esempio il case in alluminio pressofuso di Apple che non ha paragoni reali sul mercato. Anche questo però rende interessante il paragone perchè alla fine della comparativa, una volta eguagliate le caratteristiche tecniche, potremo capire effettivamente quanto ci costano effettivamente queste caratteristiche tecniche che aumentano certo sia la qualità costruttiva che quella estetica del prodotto.

Chiedo venia dove i componenti non sono proprio identici, ovviamente ogni produttore fa precise scelte costruttive e implementative pertanto trovare prodotti identici al 100% è assolutamente impossibile. La comparativa quindi non è perfetta ma lo scarto con la realtà confido rimanga comunque abbastanza accettabile da rendere utile l’analisi. Sui componenti PC in particolare comunque ho cercato di equiparare sempre con componenti di fascia alta e quindi adeguata al tipo di macchine che stiamo paragonando.

I dati
Fatte tutte queste premesse eccovi finalmente i dati a confronto.

iMAC 27” con Intel Core i7 DELL XPS 8910 con Core i7 e Video 5K Differenze e note
Fonte dati http://www.apple.com/it/shop/buy-mac/imac?product=MK472T/A&step=config http://www.dell.com/it/p/xps-8910-desktop/pd?oc=cdx89111&model_id=xps-8910-desktop
Prezzo base solo PC  € 1.549,00
Prezzo Finale € 2.929,00 Prezzo finale con video 5K e accessori  € 2.364,53 Delta prezzo : 19,27% , Euro 564,47
Estetica e fattore forma  imac  dell_xps L’estetica è puramente soggettiva, tuttavia Apple è imbattibile in questo, non si discute. Mac sarebbe uno stupendo oggetto da salotto in quanto a materiali e finiture. L’XPS è sobrio ma comunque non pragonabile.
All in one Minitower + Video La soluzione mini tower consente espandibilità e modifica nel tempo della configurazione, tuttavia il case ha il suo ingombro.
Schermo Display Retina 5K da 27″ (diagonale) con tecnologia IPS; risoluzione 5120×2880; supporta milioni di colori DELL UltraSharp UP2715K 27″ Nero, Argento 5K Ultra HD Matt € 554,00
Processore Intel Core i7 quad-core a 4,0GHz (Turbo Boost fino a 4,2GHz) Processore Intel® Core™ i7-6700 di sesta generazione (8 MB di cache, fino a 4 GHz) incluso
Sistema Operativo Mac OS Windows 10 Home (64 bit), inglese, olandese, francese, tedesco, italiano incluso
Memoria 16GB di SDRAM DDR3 a 1867MHz (2 x 8GB) Memoria SDRAM DDR4 da 16 GB (1 x 16 GB) e 2.133 MHz incluso Dell  monta DDR4 mentre mac monta le 3
Archiviazione Fusion Drive da 2 Tera Unità a stato solido M.2 da 256 GB + disco rigido da 2 TB e 7.200 rpm incluso Configurazioni non paragonabili. Dell comunque da incluso nel prezzo il disco SSD + disco da 2T contro il solo fusion del mac.
Grafica Processore grafico AMD Radeon R9 M380 con 2GB di memoria GDDR5 Scheda grafica NVIDIA® GeForce® GTX 1070 con memoria GDDR5 da 8 GB incluso Sono schede diverse, Mac monta AMD, sul Dell invece puoi scegliere. Tuttavia la GTX 1070 di Dell al top della gamma, e ha 8G contro i soli 2 dell’AMD del Mac
Supporto video e videocamera Videocamera FaceTime HD Logitech HD Pro C920 WebCam Full HD 1080p con autofocus e microfono integrato  € 78,00
Audio Altoparlanti stereo Dell AE415 2.1 Speaker System Model V4J8D  € 123,00
Microfono Doppio microfono incluso
Connessioni ed espansione Jack per cuffie da 3,5 mm Parte anteriore incluso
Uscita combinata audio digitale ottico/cuffie (minijack) 4 porte USB 3.0 incluso
Compatibile con gli auricolari Apple per iPhone con microfono 1 ingresso microfono incluso
Cuffie Slot SDXC card USB 3 Thunderbolt 2 Gigabit Ethernet 1 ingresso cuffie incluso
Jack per cuffie da 3,5 mm 1 lettore di schede SD (SD, SDHC, SDXC) incluso
Slot SDXC card incluso
Quattro porte USB 3 (compatibili con USB 2) Parte posteriore incluso
Due porte Thunderbolt 2 3 porte USB 3.0 incluso
Uscita Mini DisplayPort 1 porta USB 3.1 incluso
Compatibile HDMI, DVI, VGA e DVI Dual-Link (adattatori in vendita separatamente) 2 porte USB 2.0 incluso
Gigabit Ethernet 10/100/1000BASE‑T (connettore RJ-45) 1 porta USB 3.1 Type-C incluso
Slot per cavo di sicurezza Kensington 1 HDMI incluso
Wi‑Fi 802.11ac 1 DisplayPort incluso
Compatibile con IEEE 802.11a/b/g/n 1 Gigabit Ethernet incluso
Tecnologia wireless Bluetooth 4.0 1 porta audio (canale 5.1; 3 jack) incluso
DVI-I dual-link, HDMI 2.0, 3 DisplayPort 1.2 incluso
Scheda wireless Dell Wireless™ 3165 802.11AC Wi-Fi + BT 4.0 incluso
Input Magic Keyboard wireless e ricaricabile Dell Wireless Keyboard & Mouse KM714 Tastiera € 60,53 Difficile fare paragoni visto l’indubbio fattore estetico e la funzionalità multi-touch del mouse Apple
Magic Mouse 2 wireless ricaricabile e multi-touch incluso
Garanzia 2 anni 1 anno on site 2 anni complessivi incluso
incluso

Conclusioni
Come potete vedere dai dati riportati in tabella in alto, alla fine ecco la risposta finalmente in forma di numero: 19,27% in più per un totale nel nostro caso di 564 euro.
Lo so, è un valore secco, nudo, che tutto sembra essere meno che adatto a descrivere i dettagli di due macchine così diverse che sposano filosofie costruttive altrettanto diverse. Gli amanti del Mac potrebbero parlare di differenze in quantità e qualità di software ma li entreremo in altri generi di paragoni mentre, in questo caso, abbiamo voluto paragonare essenzialmente la sola componentistica. Inutile dire che, quando si fa questo tipo di paragoni, qualcuno rimane scontento sempre.

L’iMac del nostro esempio costa più o meno il 19% in più della corrispondente macchina che abbiamo preso a paragone. E’ tanto? E’ poco? Questo non posso dirlo in realtà dipende da quello che stiamo cercando e dal tipo di utente che siamo.
Come videogiocatore posso dire che, quando feci questo stesso ragionamento qualche hanno fa, alla fine scelsi un PC Dell XPS in quanto avevo già un buon video disponibile, per la possibilità di cambiare le perferiche nel tempo e, cosa non secondaria, per la maggiore quantità di giochi disponibili per la piattaforma Windows.
Una nota doverosa su questo ultimo punto bisogna farla segnalando, per chi non lo conoscesse, bootcamp che consente di usare windows su mac o le macchine virtuali windows sempre utilizzabili su Mac. Ma qui si entra in un altro genere di considerazioni che rimangono del tutto personali.
Gli all-in-one in generale per me sono sempre stati un azzardo in quanto sostituire un singolo componente è difficile e spesso piuttosto oneroso in termini di costi in quanto è necessario per forza un servizo di assistenza dove invece, per molti problemi, un appassionato può gestirsi in autonomia sostituendo nel caso solo la singola parte. Pensate ad esempio ad un danno al video o ad un cambio di scheda madre.
Ma i Mac rimangono macchine stupende con altissima qualità costruttiva. Per chi ha le tasche per permetterseli senza questo tipo di preoccupazioni, sono sicuramente interessanti.
E voi quale scegliereste?