Sense8: menti connesse secondo le sorelle Wachowski

L’idea della telepatia è stata usata in tali e tante serie tv, film e libri da non poter essere davvero elencati.
Questo sia nel fantasy che nella fantascienza: la trasmissione del pensiero a distanza, diciamolo pure, è un tema sempre in uso su cui ben difficilmente ci aspettavamo potesse emergere qualcosa di nuovo…. eppure come avrete già ben visto ho usato un verbo al passato.

Le sorelle Wachowski sono sempre state così: non hanno mai avuto paura di attingere a temi già usati da altri, dichiarando anche platealmente la loro fonte di ispirazione. Qualcuno ricorderà l’idea non originale di una realtà sintetica generata da un computer in cui le persone non sanno di essere prigioniere.
Idea originale per la fantascienza? Ovviamente no…. ma loro la presero e la fecero diventare un certo “Matrix” di cui forse (ma giusto forse…) avrete già sentito parlare.

Riprovano di nuovo nella stessa impresa con Sense8.

8 individui nati in luoghi assolutamente distanti del mondo (Chicago, San Francisco, Londra, Berlino, Seul, Reykjavík, Città del Messico, Nairobi e Mumbai), lontani non solo per distanza ma per stile di vita, professione, religione e abitudini sessuali si ritrovano un giorno ad essere inspiegabilmente “connessi” gli uni agli altri. All’inizio in modo disordinato e confuso (e a volte assolutamente grottesco e divertente!) condividono pensieri, emozioni ed esperienze… fino a capire di far parte di un’unica “cerchia” di persone connesse. Sono in grado di comunicare, di chiedersi aiuto, addirittura di scambiarsi nell’affrontare situazioni singolarmente insuperabili.
Ma ovviamente i cattivi non mancano e c’è chi darà loro la caccia….

Questa è l’idea di base di Sense8 e da qui parte tutto. Dico “parte” perchè da un’idea che inizialmente non sembrava troppo originale le Wachowski sviluppano una serie TV dall’altissimo impatto visivo che nulla ha da invidiare al cinema. La fotografia è stupenda e vi darà tutta la gioia che i vostri sudati soldi, spesi per un televisore full hd (o 4k per i più fortunati!), meritano.

A noi è piaciuta e molto. Perchè non è solo una serie di fantascienza ma una serie che parla di persone con differenze all’apparenza insormontabili che si accorgono di aver bisogno le une delle altre.
Perchè i personaggi di Sense8 alla fine sono questo: persone che si accorgono di quanto la diversità, alla fine, non sia un problema bensì un’incredibile fonte di ricchezza raggiungibile solo superando il pregiudizio. Fantastico, se ci pensate.

Lo stile è particolare, la trama è intrigante… all’inizio vi sentirete un po’ sbalestrati dai salti continui (come i personaggi del resto…) ma una volta superato questo, vorrete vedere come va a finire.

Se volete dare una chance a Sense8 secondo me non ve ne pentirete, anzi…. buona visione e benvenuti in un mondo più grande 😉

 

 

 

 

 

 

Westworld: La Fantascienza Torna al Far West

Penso di aver scritto ormai più di una volta di quanto mi piacciano le contaminazioni di genere: vero sinonimo del fatto che certe storie hanno ancora qualcosa da dire. Mai come in questo “Westworld” direi che ne abbiamo la riprova.
Da un film del 1973, scritto e diretto da Michael Crichton, ecco arrivare l’idea di un parco dei divertimenti enorme per ricchi dove è possibile vivere esperienze tipiche dei vecchi film ispirati al selvaggio west. Al posto di attori e figuranti però il parco è pieno di androidi, i cosiddetti “residenti”: macchine tanto simili agli esseri umani da poter essere confusi con essi.
I residenti “vivono” le loro vite in modo del tutto automatico ma hanno la possibilità di “improvvisare” ovvero applicare un comportamento nuovo ad una situazione imprevista. Così i turisti possono inserirsi come preferiscono nelle diverse narrazioni precostituite cambiandole e rendendole qualcosa di sempre nuovo.
Ad ogni “ciclo” il tutto riprende da capo e tutti i residenti feriti, danneggiati, dispersi o morti vengono riportati dal personale nei propri punti di partenza. Fino a quando qualcosa non comincia ad andare in modo diverso dal previsto…

L’idea del “parco fuori controllo” è sempre stata cara a Crichton, anche prima che cominciasse a riepirli di dinosauri, tuttavia all’idea davvero buona va associato un cast stellare e di carattere che da spessore fantastico alla narrazione. Anthony Hopkins in testa, seguito a ruota da Ed Harris che in questa serie ricorda tanto quel “texano dagli occhi di ghiaccio” a cui gli autori devono aver sicuramente pensato.

Non dico altro sulla trama per non togliervi nessun genere di sorpresa ma il ritmo della serie è ottimo, come anche gli intrecci narrativi che andranno ad incontrarsi al momento giusto per poi guidarvi verso il finale. Finale che vi farà davvero dispiacere di esserci arrivati…. ma non preoccupatevi… la serie è stata già confermata per la stagione 2!

Che serie guardo stasera?

Uno studio pubblicato su Dailymail, ci guida alla scelta delle serie più “Acchiappanti” su Netflix. L’emittente infatti è in grado di capire, dai dati di ascolto, quante puntate sono servite in media perchè ogni ascoltatore decidesse di andare fino in fondo nella visione della stagione.

Eccovi la classifica…. se stasera non sapete cosa vedere direi che questo è un buon punto di partenza per scegliere!
hooked

fonte: http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3246784/The-moment-got-addicted-Netflix-reveals-episodes-viewers-decide-binge-shows.html

C’Era Una Volta: contaminazioni seriali tra favole e modernità

Certe storie fanno parte del nostro immaginario collettivo. Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Pinocchio….sono tutti titoli che ci rimandano indietro nel tempo alle favole della buona notte. Storie della tradizione popolare che, magari con qualche variazione, hanno attraversato i secoli giungendo fino a noi.

Sarebbe facile sottovalutare quindi questo “C’era una volta” ricollegando i suoi personaggi alle favole per bambini. Ma sarebbe un errore.

Gli autori si sono messi di impegno per trasportare con un abile stratagemma narrativo tutti quei personaggi per noi familiari ai giorni nostri. Oddio….”abile” magari non è proprio la parola giusta visto che, quando si usa la carta della “magia” tutto diventa semplice….tuttavia il risultato è assolutamente apprezzabile.

Non dovete pensare ad una deriva “fantasy” dei personaggi delle favole raccolte dai fratelli Grimm bensí ad una trasporto in chiave odierna dei personaggi che conoscete da una vita.

La serie forse a tratti è un po’ lenta e a volte gli manca quella verve necessaria per tenervi incollati allo schermo….tuttavia è assoltamente interessante. L’effetto dei personaggi fuori dal loro contesto è particolare ed estraneante, come anche la revisione delle favole in cui troverete piu di una contaminazione della letteratura diciamo più recente. Un episodio tra tutti facendo attenzione a non spoilerare: cappuccetto rosso e il lupo diventa una trasposizione horror-gotica molto..molto diversa dall’originale!…Ma non posso dire altro.

Qualche purista urlerá al sacrilegio della letteratura classica…io invece le contaminazioni narrative le adoro. Sono sinonimo del fatto che le storie continuano a vivere e che hanno ancora qualcosa da dire.

La serie quindi vale assolutamente la pena. Dategli qualche episodio per ingranare (per dare spessore ai personaggi serve un po’). Poi sicuramente l’apprezzerete.

Benvenuti a Story Brook…una piccola cittadina del Maine dove tutto è possibile.

The Rench: Sam Elliot, Ashton Kutcher e la famiglia Bennet

Sam Elliot in una sitcom, giuro, non me lo sarei mai aspettato. Eppure riesce a dare a questo “The Rench” qualcosa di unico.
Sarà perche l’abbiamo sempre visto come icona del selvaggio west in tutte le sue declinazioni ma qui riesce ad andare molto oltre. E’ uno di quei personaggi sempre uguali a se stesso che però non smetteresti mai di guardare e seguire.
I produttori hanno voluto mescolarlo con un’altro attore sempre uguale a se stesso ma in modo diverso. Parlo di quell’Ashton Kutcher protagonista di un numero infinito di commedie romantiche dove anche lui recita sepre lo stesso ruolo.
Ma insieme i due fanno faville.
Da una parte il padre, burbero cow boy, e dall’altra il ragazzino montato partito per diventare una star dello sport e tornato con la coda fra le gambe a cercare una nuova strada nel ranch di famiglia.
Simpatico, divertente, questo “The Ranch” me lo sono gustato dalla prima all’ultima puntata e dopo un (maledettissimo!) finale di stagione, di quelli che ti lasciano con il fiato sospeso, sono in attesa della terza stagione. Si perchè per quanto sia una sitcom succedono comunque cose che per ovvie ragioni non posso raccontarvi e movimentano un po’ tutto…

Assolutamente da vedere per tutti i romantici innamorati di quell’american way rozza ma genuina che hanno voglia di farsi qualche risata. Non ve ne pentirete.

Black Mirror: una serie su futuri distopici tra tecnologia e scienza

Oggi spendiamo poche parole per parlare di Black Mirror, serie TV sicuramente originale che merita tutta la nostra attenzione.
Si tratta di una serie britannica ormai arrivata alla terza stagione su Netflix di tipo antologico. E’ sviluppata quindi su singoli episodi, completamente autoconclusivi e basata su possibili futuri in cui una, o alcune, delle moderne tecnologie o tendenze della nostra società viene portata al suo culmine. Questo ovviamente con tutto quello che ne consegue.
Immaginate un mondo in cui grazie alla tecnologia potete vedere e rivedere non solo alcuni ma tutti i vostri ricordi senza dimenticare mai nulla.
Oppure un mondo in cui i privilegi delle persone sono legati a quanti “like” le persone hanno ricevuto in tutte le loro azioni documentate in un immenso social network.
Troverete questi e molti altri incubi su futuri possibili rappresentati in questa serie che ricorda un po’ “Ai confini della realtà” anche se in chiave più tecnologica, grottesca e a volte anche sinistra.
Siete avvertiti quindi, a volte rimarrete un po’ turbati e altre volte vi troverete a riflettere sul mondo in cui viviamo pensando all’incubo che avete appena visto rappresentato.
Tanto di cappello ad una serie che ancora oggi riesce a smuovere così: assolutamente consigliata.

Eccovi il trailer della stagione 3:

Le prime stagioni di Agents of S.H.I.E.L.D. sono su Netflix

Siamo arrivati alla stagione 4 della fortunata serie Agents of Shield e finalmente le prime stagioni sono disponibili nel catalogo di Netflix! Attendiamo le nuove puntate mentre nel frattempo si vocifera di futuri cross-over tra Agents e le serie Marvel made in Netflix. Daredevil e l’agente Coulson si conosceranno presto? Mentre rimaniamo in attesa, per chi non avesse ancora visto la serie, è il momento di recuperare le prime puntate. Buona visione!