Ritratti da Cyberpunk 2077

Cosa dire? Pensavo che con “Witcher 3: Wild Hunt” i ragazzi polacchi di CD Project Red avessero raggiunto in livello che difficilmente sarebbe stato superato. Ma ecco che a distanza di qualche anno si presentano con questo Cyberpunk 2077.

Purtroppo, a quanto leggo in internet, hanno pagato caro l’hype montato per 8 anni basato anche sul livello a cui ci hanno abituato con Witcher 3. I bug del day one, che oramai vediamo ovunque su queste produzioni monumentali da milioni di dollari, sono diventati per molti ragione di critiche efferate contro questo titolo…. ma non lasciatevi condizionare: è stupendo.

E i bug ancora rimasti? Verranno corretti con le prossime patch, state tranquilli.
Cyberpunk 2077 eccelle in tutto e non parlo solo del gameplay. Mi riferisco alla trama…ai personaggi…. e alla storia in generale che è davvero un bel romanzo Cyberpunk.

Crudo, rude, viscerale, senza censure.

Stupendo poi il doppiaggio in italiano che merita una lode a parte. Speriamo davvero che arrivi su molti altri titoli e con questo livello di qualità.

Se pensavate di aggiornare la vostra scheda grafica, direi che questo è il momento. Perchè qui siamo davvero al prossimo livello del gaming. Ray Tracing usato senza remore, un po’ ovunque. Certo, su PC potreste disabilitarlo e ridurre tutto il lavoro di CD Project Red alla grafica di un titolo di 5 anni fa. Ma parliamone…volete farlo veramente?

Godetevelo tutto questo capolavoro. Io l’ho finito, ormai due volte. E ho ancora tanto da esplorare in quella metropoli enorme e tentacolare, disperata e struggente chiamata Night City.

Vi lascio con un po’ di ritratti raccolti giocando fino ad oggi. Molto bello anche il photo mode che vi consente di raccogliere immagini cosi…

The Witcher 3: Wild Hunt

Da un po’di tempo ormai ho finito (tristemente) Wild Hunt e i suoi 2 principali DLC: “Harts of Stone” e “Blood and Wine”. Un lavoro fantastico ed enorme di CD Project Red che rende giustizia al mondo fantastico inventato da Sapkowsky tramite una trasposizione enorme, dettagliata, ricca di sfaccettature e in grado di farci compagnia per oltre un centinaio di ore di gioco. Senza mai annoiare.

Di recensioni lusinghiere di Wild Hunt è piena la rete vista la quantità incredibile di premi conquistati, a ragione, da questo titolo.

Nel mio piccolo riporto solo la breve recensione lasciata su Steam:

“Direi che è il migliore Action RPG Open World che abbia mai giocato.
L’ambientazione è enorme ma quello che colpisce maggiormente è il livello di dettaglio. La peggiore delle quest secondarie, che probabilmente non vedrete mai se puntate solo a completare la trama principale, ha interazioni, dialoghi e sotto-missioni. Magari anche con possibili risoluzioni diverse.
Le città sono stupendamente realizzate. Ma non aspettatevi le città lucenti di altri giochi fantasy, qui vi imbatterete nei mendicanti nelle strade fangose e nel rumore di ubriachi vicino alle locande. Ci sono sgherri che vi aspettano nei vicoli bui e non stupitevi se a volte qualche gatto vi soffia se gli passate troppo vicino.
Forse è proprio questo che è veramente bello di questo Wild Hunt: si respira l’aria di decadenza dei romanzi, portata in digitale tramite un’implementazione di livello altissimo.
Implementazione tecnica di altissimo livello e reparto artistico in ottima forma…. direi assolutamente da avere.
Mentre scrivo tra l’altro il titolo è in sconto, insieme alle espansioni… se vi piace il genere suggerisco di approfittarne.” (Pubblicata in data 25 agosto 2020)

Diablo III: un fantastico Action RPG compie 20 anni

Quella di Diablo è una saga che avevo sempre sottovalutato nonostante sia un grande fan dei giochi Blizzard.
Non saprei dire esattamente perchè.
Forse per quello stile un po’ retrò o forse perchè siamo così abituati ai giochi in soggettiva ormai che qualsiasi cosa in terza persona che non sia uno strategico finisce per risultare qualcosa di “strano” tra i giochi di oggi…magari anche un po’ datato.

Se sono qui a scriverne però vi sarà già chiaro che mi sbagliavo di grosso.

Sono bastati pochi minuti di gioco con la versione introduttiva per ritrovarmi coinvolto da tutto quello che questo gioco ha da offire: uno stile di gioco che tanto mi ricorda Ultima VIII (per chi ricorda il titolo Origin di Richard Garriot), una trama coinvolgente, musiche fantastiche, cinematics incredibili, dialoghi recitati da attori di livello è quell’incredibile attenzione ai minimi dettagli che caratterizza tutti i prodotti Blizzard.
Insomma: un tripudio gotico in cui divertirvi da soli o in team contro mostri e nemici di ogni genere.

Perchè quello che è davvero bello di questo gioco è che in due parole… è divertente.
Nella sua semplicita di gestione (potrete giocare completamente solo con il mouse) perderete ore ad esplorare le ambientazioni incredibili disegnate dagli artisti di Blizzard, triturando tonnellate di mostri e cercando di portare avanti la trama tra una quest e l’altra. Un RPG puro, di quelli che giocavamo una volta, ma con quel quid in più dato da tutto quello che il supporto e la gestione online di oggi hanno da offire.

E’ un titolo già uscito da un po’ quindi potrete godervelo per intero comprando il Battle Chest (comprensivo dell’espanzione Reaper of Souls che aggiunge un nuovo Atto) a soli 19 Euro in occasione dell’anniversario del titolo (prezzo PC da sito battle.net ma lo trovate anche per console Playstation e XBox). Come sempre aspettare un po’ per giocare i nuovi titoli premia tantissimo il portafoglio :).
Inutile dire che dopo aver concluso l’edizione introduttiva l’ho già preso e ora sono intorno alla fine del primo atto…

Cosa dire? Ben fatto Blizzard.

 

Titanfall: un’occasione da prendere al volo

Non smetteremo mai di ripeterlo: basta scegliere i giochi usando la testa e, con un po’ di pazienza, si fanno davvero dei grandi affari spendendo pochissimo.

E’ il caso di questo Titanfall, titolo di Respawn / EA su cui avevamo messo gli occhi fino dal lancio di XBox One. Era infatti uno dei titoli di punta della campagna marketing di MS che non poteva non attrarre per i suoi elementi innovativi e per l’alto livello di qualità con cui è stato prodotto.
Di seguito trovate come ripasso il video di lancio dell’E3 del 2013.

Approfittando della recente uscita del capitolo successivo, questo titolo è ora venduto a prezzo scontatissimo e potete portarvelo a casa per poco.
I prezzi variano dalla super-occasione Gamestop a 6 euro (https://www.gamestop.it/XboxONE/Games/32355) fino ai prezzi della grossa distribuzione che arrivano però fino ai 20 euro e oltre (http://www.trovaprezzi.it/prezzo_videogiochi-per-xbox-one_titanfall.aspx).

Insomma: occhio al prezzo e, se il titolo vi interessa, cogliete l’occasione!

Gioco usato? …Si, grazie!

Penso che quando si trova un buon servizio questo vada valorizzato e quindi sicuramente segnalato.

Oggi vi segnalo il servizio di vendita di giochi usati di GameStop che ho avuto la fortuna di provare e apprezzare.

Giravo in pausa pranzo in un centro commerciale vicino al lavoro e sono entrato in un GameStop dove ho dato un’occhiata ai titoli disponibili nell’espositore dell’usato. Mi salta agli occhi quel “Titanfall” per Xbox che tanto era stato pubblicizzatoun paio di anni fa. Guardo il prezzo: 6.98 euro, 6.28 con tessera gamestop level 3.
Il prezzo è invitante e mi dico: perchè no?

L’usato per i giocatori su console è secondo me una manna. Titoli che fino ad un paio di anni prima erano sugli scaffali al prezzo di 40…50…60 euro possono essere trovati ad una frazione minima del prezzo originale di vendita.

Questo è un dettaglio che a molti potenziali videogiocatori console sfugge: basta non voler puntare sull’ultimo titolo uscito e giocare diventa estremamente economico.

La sera comunque provo il titolo sulla mia One. Il titolo mi richiede subito un aggiornamento che provvedo a lanciare. Passa qualche minuto….ahi!…comincio a sentire il disco far rumore nella console, sinonimo del fatto che la One sta facendo tentativi e tentativi, abbassando la velocità di lettura, per cercare di leggere dei settori su cui c’è qualche problema.
Infatti dopo un po’ di tentativi la console desiste: “Il disco potrebbe essere sporco: provare a pulirlo o provare con un disco diverso”.

Prendo il solito panno morbidissimo che uso in questi casi, provo a ripulire la superficie del disco e riprovo. Una… due volte…. purtroppo senza successo.
Un po’ affranto rimetto il disco nella custodia dove lo tenevo con lo scontrino.

Il giorno dopo ripasso da GameStop con disco e scontrino. Spiego alla commessa il problema e dopo 10 secondi ho già una seconda copia usata dello stesso titolo da portare a casa.

La sera altro tentativo e via…. questa volta tutto fila liscio!

Risultato? 6 euro e 28 per un titolo di fatto identico al nuovo (i bit non di usurano! 🙂 per di più con un ottimo servizio di sostituzione in caso di problemi.
Pollice alzato per GameStop! Vi siete meritati questo articolo 🙂

Solo qualche consiglio per chi dovesse scegeliere un titolo usato:

  • Tenete sempre lo scontrino. E’ una banalità, lo so, ma è facile dimenticarsene perdendolo in un sacchetto, in macchina, o dove vi capita… il mio consiglio è: lo scontrino dei giochi sta nella custodia del gioco stesso.
  • In caso di giochi usati, dove è facoltativo, fate comunque  l’installazione in locale del titolo. In questo modo copiate il contenuto del disco sulla console e, leggendolo, di fatto verificate che il disco sia completamente integro.
  • Comprate solo da negozi che danno l’usato garantito e che possono sostituirvi il titolo facilmente in caso di problemi.
  • Andate in un punto vendita vicino a casa, a scuola, o al posto di lavoro in modo da poter fare facilmente la sostituzione senza tragitti inutili

Oggi esce Civilization VI. Colonna sonora: “Sogno di Volare” di Christopher Tin con testi di Leonardo Da Vinci

Oggi, 21 Ottobre 2016 esce Civilization VI.
Questo non è un sito di hot-news sul gaming e non voglio quindi riportare questo evento come fosse una delle “ultime notizie” importanti da sparare in prima pagina. Qui parliamo solo dei migliori giochi, quelli che ci hanno lasciato veramente qualcosa… o almeno questa è l’intenzione. Certo, se capita qualche notizia importante che penso valga la pena di condividere troverete anche quella sulla home del sito… ma si tratta di eccezioni, non della regola.

Quindi perchè parlare di Civilization? L’ultimo capitolo per di più esce solo oggi e di sicuro non ci abbiamo ancora giocato.
Ne parliamo, come avrete già intuito dal titolo, per la sua colonna sonora composta ancora una volta da Christopher Tin e con testi (udite udite) addirittura di Leonardo Da Vinci.
Ora…lo so a cosa state pensando…hanno imbastito l’ennesimo carrozzone commerciale in cui hanno preso una grande orchestra, qualche frase di una figura storica monumentale come Leonardo e…. BOOM!!! Ecco fatta la colonna sonora ad effetto, pronta per trainare le vendite e spillarvi ancora quasi 60 euro!
Capisco benissimo….Questo in realtà era quello che pensavo anch’io.

Poi ho fatto un giro su Youtube, tra i vari trailer del titolo, e ne ho trovata una versione con tutti i testi in calce. L’ho fatta partire…. e sono rimasto 3 minuti e 58 secondi inebetito ad ascoltare. Si, perchè è davvero bella.
E’ bella perchè è bella l’idea alla base del gioco e l’opera di Tin la ricalca in pieno. Parla della storia dell’umanità e di “Civiltà”. E sarà anche una produzione con fini commerciali ma scusate se è poco.
Parla di un’umanità votata alla scoperta, al cambiamento, al progresso….certo con tanti scivoloni ed errori commessi in secoli e secoli che hanno visto guerre e atrocità ma in cui l’umanità ha comunque conservato la sua natura che punta più in alto…alla crescita, al miglioramento al cercare di guardare in qualche modo oltre, magari fino alle stelle.

Un tantino forse troppo romantico e stucchevole? Si, forse, ma non importa.
Perchè tra qualche centinaio di giochi sul mercato in cui potrete trucidare alieni e utilizzare armi di ogni genere (tutte cose che nei videogame, intendiamoci, sono divertentissime!) ne trovate uno con una colonna sonora stupenda, con i testi scritti da un talento univerale del Rinascimento e nel cui trailer hanno avuto il coraggio di mettervi anche Ghandi come esempio di quella “Civiltà” di cui parla. Sarei un pazzo a non segnalarvelo.

Non so dirvi ancora se lo comprerò (di Civilization ne ho già giocati e finiti tanti!) ma di sicuro mi godrò ancora quella colonna sonora, scritta dall’autore di quella Baba Yetu di cui vi avevo già parlato e che credetemi, ha un suo perchè.

Vi riporto qui sotto sia trailer che colonna sonora con testi, godeteveli… e bentornato, Civ.

Hearthstone – A Night in Karazhan: Benvenuti alla festa di Medivh!

Blizzard ha aggiunto di recente una nuova avventura al suo pluripremiato Heartstone e diciamolo pure subito…. è divertentissima!

Per chi non lo sapesse Heartstone è il gioco di carte collezzionabili online creato da Blizzard e ispirato al mondo di Warcraft.
Le avventure, in particolare, sono delle missioni aggiuntive in cui il giocatore si ritrova come avversari personaggi del mondo di Heartstone, con meccaniche di gioco sempre diverse e premi per ogni livello superato.
L’ambientazione, come da tradizione, è simpatica e goliardica e il divertimento è assicurato.

Questa volta siamo a Karazan, la dimora dell’arcimago Medivh, che ha organizzato una sontuosa festa super-esclusiva che pare apparsa per magia dagli anni ’70 a cui tutti vogliono partecipare!
Per primo il pricipe Malchezaar, enormemente adirato per non essere stato invitato. Sarà compito proprio di Medivh tenerlo fuori dalla porta!
Blizzard, come da tradizione, continua a tenere vivi i suoi giochi tramite frequenti contenuti aggiuntivi di altissima qualità e sopratutto…sempre divertenti!

Vi lascio alla presentazione di questa simpatica avventura, io sono ancora al primo piano, a litigare con quell’antipatico di Malchezaar…

Mi raccomando, ricordatevi di rispondere al sondaggio qui sotto…

…Benvenuti alla festa, siete a Karazan!

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Wolfenstein – The New Order: Il soldato Blazkowicz torna al fronte

Era da un po’ che volevo scrivere di questo titolo anche se l’ho ormai concluso da qualche mese. In realtà è un titolo di prima fascia del 2014 ma con un po’ di pazienza, sfruttando i saldi di Steam, il prezzo è sceso e l’acquisto è diventato praticamente un obbligo.
Da anni non giocavo con un titolo con protagonista il buon William J. Blazkowicz, archetipo del one-man-army che combatte da solo contro le armate naziste.
Il primo titolo fu Wolfenstain 3D del 1992. La grafica era tutta un pixel e a parte il tema bellico il gioco, come tutti quelli di quel periodo, alla fine era piuttosto scanzonato.

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Qui invece, complice la grafica ormai a livelli incredibili e lo stile cinematografico i toni sono molto più cupi e la storia assolutamente drammatica.

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A causa di una missione finita male che seguiamo ad inizio gioco il soldato Blazkowicz rimane ferito e in stato vegetativo nel 1948. Si risveglierà in un 1960 alternativo in cui i nazisti hanno vinto la guerra. Metà delle capitali europee sono state praticamente rase al suolo e gli stessi Stati Uniti sono stati piegati dalla macchina da guerra Nazista che è stata in grado di sganciare per prima la bomba atomica su New York.
Un inizio non proprio scanzonato quindi… anzi,diciamo pure un unizio che lascia abbastanza raggelati. Le ricostruzioni sono ovviamente dettagliatissime e le immagini distopiche della bomba esplosa su NY, sopratutto di questi tempi, spaventano non poco.

Si va in guerra
Superata la botta iniziale ecco che ci ritroviamo nel mezzo dell’azione, decisi a ribaltare in qualche modo questa realtà da incubo.
La trama è costruita davvero bene con intermezzi cinematografici che in poco tempo ci fanno voler bene ai personaggi.
Il buon soldato Blazkowicz che combatte fuori dal suo tempo una guerra personale e senza speranza contro una macchina bellica indistruttibile capeggiata da un folle. Accanto a lui un piccolo gruppo di compagni a formare una sparuta ma indomita resistenza. Tra questi Anya, l’inferimera polacca che lo ha accudito fin dalla prima missione andata male.

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E qui mi fermo un attimo perchè un “allerta spoiler” è assolutamente d’obbligo. Da qui darò dettagli sulla trama pertanto se non volete sorprese prima di iniziare questo titolo fermatevi qui. Il titolo è stupendo in tutti gli aspetti, dalla trama alla grafica ai dettagli e se siete degli amanti degli spratutto in soggettiva vi faccio risparmiare tempo: compratelo.
Ma ora vado avanti con l’articolo e non potete dire di non essere stati avvertiti!
..
..
Ultimo allerta spoiler….
..
..
…ok? Si và.

La storia nella storia
Una delle cose che ho adorato di più della trama è la storia che si sviluppa tra Blazkowicz e Anya. Ovviamente fa parte degli intermezzi cinematografici e non avrete nessun genere di interazione. Ma davvero… vi troverete a fare il tifo per questa coppia improvvisata e senza futuro trovandovi a sperare che un giorno, a guerra finita, possano vivere felici e contenti nella loro casa di provincia con la classica staccionata bianca.

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Lo vedrete nei sogni del buon BJ, espediente narrativo dei sceneggiatori per farvi impegnare fino all’ultimo per sconfiggere il folle Wilhelm Strasse (alias Deathshead) con cui, ovviamente, vi potrete scontrare solo nell’ultima zona dell’ultimo livello.
E qui arriva il pugno allo stomaco perchè con tutto questo preambolo ovviamente il finale tragico è dietro l’angolo.
Struggente l’ultimo saluto prima dell’ultima missione tra Anya e William:
“Secondo te c’è un posto dove è possibile vivere felici lontano da tutto questo?”
“Si c’è… ma non per noi”.

Il Finale
Durante l’ultimo scontro Blazkowicz riesce ad abbattere Deathshead ma questo in un ultimo gesto folle si fa saltare con una granata ferendo mortalmente Blazkowicz. Con le ultime forze BJ dice ai suoi di scappare e di fare fuoco sul forte nazista.
Le ultime scene sono per Anya che tra i soldati in fuga cerca disperatamente Blazkowicz…che non arriverà.

Così alla fine di questo stupendo titolo è questo forse l’unico grosso difetto, se vogliamo cercarne uno: il finale che non vi darà vera soddisfazione ma molta…molta amarezza.

Inutile dire che ho setacciato youtube alla ricerca di finali alternativi in cui avrei potuto salvare in qualche modo il nostro William. Nulla da fare, gli sviluppatori non ci hanno lasciato proprio nessuna speranza.

Finale tragico quindi, è vero ma, in ultima analisi, in tutto questo drammatico realismo bellico… a suo modo perfetto.

No Man’s Sky: esploratori di un universo sconosciuto

Cos’è “No Man’s Sky”?
E’ un gioco di esplorazione spaziale in cui vestite i panni di un avventuriero, risvegliatosi dopo un incidente e completamente disperso su uno dei tanti pianeti di un’immensa galassia. A vostra disposizione avete sola la vostra astronave, da riparare, la vostra tuta di sopravvivenza con relativo zaino e un oggetto singolare, chiamato multitool. Quest’ultimo è utile sia per difendervi che per estrarre minerali dalle rocce e dalla vegetazione che incontrerete.
I minerali sono la chiave per costruire qualsiasi cosa in quanto le loro combinazioni vi permetteranno di creare elementi pià complessi e addirittura oggetti. Un po’ alla Minecraft.

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Solo una volta rimessa in sesto l’astronave, attività che ovviamente ha la funzione di un mero tutorial, potrete cominciare il vostro viaggio. La destinazione è addirittura il centro della galassia. Il perchè vi siate diretti non vi è dato saperlo ma in fondo non è neanche realmente così importante. Il vero scopo del gioco, fin dall’inizio, sembra essere il viaggio stesso.
Questo è solo un rapido preambolo utile a inquadrare la tipologia di gioco ma, come ho anticipato all’apertura del sito, questa non vuole essere una recensione puntuale ricca di dettagli, bensì la descrizione di un’esperienza.

Ci sono giochi su cui lavorano gruppi di sceneggiatori, team di grafici, dozzine di programmatori ed eserciti di beta tester. NMS non é uno di questi. Eppure, con tutti i limiti di un titolo indipendente dal budget ristretto, questo titolo da fin da subito mi ha dato la sensazione che pochi altri prima erano riusciti a darmi: l’emozione di essere “la dove nessuno era mai giunto prima”.

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Una galassia infinita. O quasi.
Per chi non lo sapesse nonostante la massiccia campagna pubblicitaria Sony, l’idea originale alla base di NMS é quella di aver creato un universo di pianeti interamente grazie ad un algoritmo procedurale. Per farla breve gli sviluppatori hanno messo insieme una serie di algoritmi matematici e regole fisiche per generare automaticamente un intero universo fatto di stelle, pianeti e asteroidi. I numeri dicono: oltre 18 trilioni di pianeti. Su ogni pianeta potete trovare oceani e continenti con vegetazione e animali anch’essi creati sulla base di algoritmi automatici procedurali e pseudocasuali con la stessa logica fatta di procedure e una certa dose di casualitá.
Perché?
Per creare un universo realmente sconfinato ed inesplorato dove tutto é possibile. In cui ogni luogo da voi scoperto é realmente qualcosa che “nessun uomo ha mai visto prima”…neanche gli sviluppatori stessi.

Ha dei limiti tutto questo?
Certamente si e dopo un po’ alcune ripetizioni le vedrete. Per quanto variagati gli algoritmi ovviamente non sono a livello di quelli naturali che plasmano il nostro universo e una certa quantità di elementi dopo un po’ li riconoscerete. Ma in realtà questo non importa.
La cosa importante é che la tua prima ora su NMS é fantastica. Mi sono sentito un ragazzino che entrava in una puntata di Star Trek chiedendomi: cosa ci sarà su quel pianeta? L’aria sará respirabile? Ghiacciai o clima torrido? Ci saranno animali? E come saranno fatti?
La sensazione c’é e per un attimo ti senti davvero un esploratore.

Poi il gioco va avanti e comincia il viaggio fra le stelle.

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Dove sono adesso?
Sono ormai oltre il trentesimo salto nell’hyperspazio (quindi ho visto altrettanti sistemi stellari anche se non per intero…troppi pianeti!) e la sensazione c’é ancora.
Potrei parlarvi di quel pianeta dalle singolari formazioni rocciose che sembravano immense radici, oppure di quella piccola luna boscosa che orbitava accanto a quel pianeta gigante rosso… questo gioco é fatto di questo: del gusto di esplorare.
É perfetto in questo? Assolutamente no. I limiti degli algoritmi come dicevo dopo un po diventano palesi. Ma non importa perché non mi sono ancora stancato e ogni volta che penso di aver visto tutte le possibili varianti trovo qualcosa di nuovo ed inaspettato.
Ho letto diversi articoli in rete sui limiti di questo titolo rispetto a quanto inizialmente era stato promesso ma l’idea alla sua base rimane comunque unica e una chance la merita. Se vale o meno il suo costo, davanti ad un’idea del genere, per ora è secondo me una cosa davvero soggettiva.

Per il resto vi aggiornerò più avanti.
Ora devo trovare il modo di procurarmi altra antimateria: ho un appuntamento con l’Atlas nel prossimo sistema stellare. Non facciamolo aspettare…