Costruire la retro console dei sogni con Raspberry Pi

Ecco una breve guida per costruire in breve la retroconsole che non avreste mai osato chiedere…

Indice

1. La console delle meraviglie
2. Un piccolo gioiellino: Raspberry e il progetto Retropie
3. Ma dove sono i giochi? Le Rom…
4. Convinti? Ecco la lista della spesa!
5. Cosa devo aggiungere?
6. Come predisporre la vostra retro-console in 4 passaggi
7. Configurare il controller
8. Conclusioni


1. La console delle meraviglie

Ricordate gli anni ’80 e ’90? Era l’alba delle console da 8 e 16 bit. Un periodo florido ed entusiasmante in cui internet era ancora un miraggio e il vero video gaming domestico vedeva la sua alba. Passavamo dalle sale giochi ai nostri salotti e l’ultima console uscita (e ne uscivano tante!) era l’oggetto del desiderio che ogni ragazzino sognava di trovare sotto l’albero di natale.

Oggi c’è un vero e proprio revival in corso di quel periodo e di quelle tecnologie grazie agli ormai consolidati software di emulazione e, sopratutto, all’hardware a basso costo che ci permette di di far risorgere quei giochi con minimo investimento direttamente sui nostri televisori di ultima generazione. Di cosa parliamo? Parliamo della possibilità di costruire una mini-console per i nostri televisori con tutti gli emulatori utili a far funzionare tutti i giochi del passato.

Giochi stupendi e giocabilissimi ancora oggi… da Super Mario a Metal Slug…da Ghost’n’Goblins a Puzzle Bouble.

La maggior parte dei casual game che giochiamo oggi sui cellulari sono solo eredi di questi piccoli capolavori che, se mi è concesso dirlo, ad oggi rimangono ancora dei classici spesso assolutamente insuperati.

Vi immaginate cosa vorrebbe dire avere tutte le console in una…NES, SuperNes, Megadrive, Neo Geo, GameBoy, Atari 2600 (…e chi più ne ha più ne metta!).
Tutti nella stessa mini console per meno di 90 Euro.


2. Un piccolo gioiellino: Raspberry e il progetto Retropie

raspberrypi3b

Ho già descritto in un post precedente le meraviglie di Raspberry Pi, un piccolo pc single-board che ormai da diversi anni entusiasma i makers di tutto il mondo per i progetti più disparati.
Con pochi euro su Amazon o su altri siti online è possibile comprare questo oggettino completo di porte HDMI, porte USB, CPU quad core, scheda di rete ethernet, wifi, bluetooth e lettore microSD. Tutto progettato per avere consumi minimi.

Per quanto ottimo però quest’hardware non raggiungerebbe facilmente il suo scopo senza l’ottimo lavoro messo in campo dalla community che segue il progetto RetroPie.
Si tratta di un progetto open volto allo scopo di creare un pacchetto software completo di tutto quello che può servire ad una console per il retrogaming. Dagli emulatori alla dashboard necessaria per permettervi di fruire comodamente di tutti i software dal vostro divano.

I programmi che entrano in campo in effetti non sono pochi. Si parte dal sistema operativo Raspbian comprensivo di tutto quello che serve per far funzionare le periferiche più comuni, agli emulatori (Mame etc…) alla dashboard Emulation Station. Tutto software assolutamente free e open ma da installare e configurare.
Il progetto mira a creare delle immagini per il vostro raspberry già comprensive di tutto e con tutto già configurato.

Vi basta caricare l’immagine sulla microSD del vostro Raspberry, inserirla nello slot, collegare le periferiche e accendere il dispositivo.
E tutto è già pronto per giocare.


3. Ma dove sono i giochi? Le Rom…

A quanto descritto nel capitolo precedente bisogna ovviamente aggiungere una componente importante: le rom.
Si tratta in breve del dump (la copia, per farla breve…) dei giochi del passato che volete utilizzare sulla vostra nuova console multi piattaforma.
Qui per ragioni di legge è indispensabile essere chiari: utilizzare le rom di giochi che non si posseggono è di fatto illegale.
Esitono di fatto però siti che mettono a disposizione immagini per il vostro raspberry già comprensive di numerose rom.
Qui diamo alcune indicazioni ma, per ovvie ragioni, scaricare e utilizzare queste img rimane scelta vostra.

In alternativa potete scegliere solo le rom dei giochi che avete acquistato e tenete nel cassetto, oppure solo rom dichiaratamente free, caricarle sulla vostra immagine retropie, e giocarle comodamente dal divano sul vostro televisore di ultima generazione, rimanendo entro i limiti di legge.


4. Convinti? Ecco la lista della spesa!

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Siete convinti? Allora…Pronti? Via! Qui trovate la lista della spesa che ho seguito io con qualche considerazione.

Il concetto di base è che potete riutilizzare anche buona parte degli oggetti che avete già a casa. in alternativa potete comprare uno dei kit già pronti con tutto per qualche euro in più.

Io, ve lo anticipo subito, sono andato direttamente sul kit con tutto compreso (tranne i pad che ho scelto a parte) e di seguito vi riporterò anche un link Amazon a questo scopo, ma qualche considerazione sui singoli componenti va comunque fatta, non fosse altro per descrivere su cosa si può risparmiare un po’.

Cosa serve

Raspberry PI 3 model B – Costo indicativo: 37 euro

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Il progetto funziona bene anche sulla versione precedente di raspberry a cui però manca un po’ di hardware. Niente wifi, niente bluetooth e processore più lento. Per il nostro fine però la cosa importante è che per evitare lag serve un processore bello performante. Per evitare scatti e problemi andate direttamente sulla versione 3, costa solo qualche euro in più. Se volete risparmiare consiglio di farlo su altro.

Case per raspberry pi 3 B – Costo indicativo: da 9 euro

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Qui potete sbizzarrirvi, su amazon e in internet ne esistono di ogni genere: dal case con la forma del vecchio NES a quello semplice e trasparente. Solo una raccomandazione: non usate case pensati per il raspberry 2. Il fattore di forma è identico… ma nel 3 sono stati spostati i led. Per evitare di nasconderli sotto un case non trasparente, andate direttamente su un case progettato esclusivamente per il 3.

Qui valutate voi quanto spendere. Con 9 euro già si trovano case con linee pulite e assolutamente eleganti.

Dissipatori – Costo indicativo: 6 euro

Non sono indispensabili per il funzionamento del tutto ma è sempre meglio non sottovalutare l’uso dei dissipatori, anche se stiamo parlando di hardware a basso consumo. Sono piccoli, fatti apposta per il raspberry e sono già venduti con il loro adesivo per incollarli con una facilità assoluta.

Giocherete così in assoluta serenità.

Alimentatore – Costo indicativo: 8 euro

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Il raspberry si alimenta con un normale alimentatore USB per cellulare ma deve produrre almeno 5V per 2.5A. Probabilmente è un tipo di alimentatore che avete già a casa, in genere viene venduto insieme a tutti i cellulari che supportano la ricarica rapida (che arriva anche a 3A).

Il raspberry però non ha una batteria e ha bisogno di questo alimentatore costantemente collegato. Se ne avete più di uno potete fare a meno di comprarlo… ma se ne avete solo uno e dovreste continuamente attaccarlo e staccarlo da quella scomodissima presa che sta proprio dietro il televisore… magari conviene comprarne un altro apposta per lo scopo! Il prezzo qui è indicativo, in reealtà con un po’ di ricerca si può trovare anche a meno.

Cavo HDMI – Costo indicativo: 6 euro

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Questo sicuramente lo avete già in casa. Il costo dipende essenzialmente da quanto è distante il raspberry dal vostro televisore. Per tenerlo attaccato al televisore stesso basta un cavetto corto da meno di un metro ma se sta sotto il televisore o in un mobiletto potrebbe servirvi anche il 3 metri.

Il costo indicativo che trovate qui è quello del cavo da 2 metri venduto da Amazon come prodotto plus, giusto per farci un’idea.

Scheda MicroSD da almeno 16Giga – Costo indicativo: 15 euro

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Anche questa potreste già averla in casa. Andrà a costituire il “disco fisso” del vostro raspberry. Indicativamente, con tutto il software, tenete presente che su una 16G staranno oltre 5000 ROM delle vostre vecchie glorie. Direi che è più che sufficente, anche per riutilizzi futuri del vostro raspberry. E, nel caso, con poco si può sempre aggiornare.

Con tutto questo i componenti per la vostra mini console delle meraviglie ci sono tutti.

– Costo indicativo complessivo: 81 euro –

Si può spendere di meno? Certo! Basta riutilizzare quel cavo HDMI che avete in più nel cassetto e non avete mai utilizzato, il vostro alimentatore del cellulare, o la microsd della macchina fotografica che non usate mai. A voi la scelta.

In genere un buon consiglio potrebbe essere partire con quello che avete in casa e investire qualcosa in più solo in un secondo momento.

Oppure, come anticipavo in apertura di questo paragrafo, partite direttamente come me da un bel kit con tutti i componenti già inclusi tra quelli consigliati su Amazon.

Io ho scelto questo, che comprende tutti i componenti che ho indicato sopra per 76.90 euro (prezzo amazon prime):

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kitraspberry2

https://www.amazon.it/Raspberry-Official-Alimentatore-Ufficiale-Dissipatori/dp/B01D0I5UXK/ref=sr_1_4?s=electronics&ie=UTF8&qid=1507295466&sr=1-4&keywords=raspberry+pi+3+starter+kit


5. Cosa devo aggiungere?

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Manca solo il vostro game pad…. e qui sul mercato c’è veramente di tutto, dai 9 euro in su. Se avete un gamepad da pc (io avevo il mio vecchio Rumblepad Logitech) probabilmente avete già tutto quello che vi serve.

In alternativa potete scegliere un’alternativa sicuramente compatibile consultando questo articolo

https://lifehacker.com/the-best-controllers-for-retro-gaming-1791090209

Per qualche configurazione particolare direttamente sul raspberry è consigliabile anche una tastiera usb, con cavo o wifi. Se usate immagini già compensive di tutto in realtà non vi servirà praticamente mai ma, nel caso, potrete usare al volo quella del vostro pc


6. Come predisporre la vostra retro-console in 4 passaggi

Il prerequisito per questi semplici passaggi è l’uso di un lettore di memory card da collegare al vostro PC. Serve essenzialmente per caricare l’img sulla vostra scheda microSD.

La procedura più semplice è quella per Windows essendoci 2 tool free molto semplici da usare con cui è tutto rapidissimo. Consiglio se avete una macchina Windows disponibile quindi di usarla. Tuttavia nel caso abbiate a disposizione solo macchine Linux o MacOS la procedura per risolvere i punti 2 e 3 è ben documentata sul sito raspberry: https://www.raspberrypi.org/documentation/installation/installing-images/

1) Scaricare l’immagine pronta da caricare sulla vostra memory card

Un sito molto bello già comprensivo di tutte le immagini già pronte con tutto il software (con o senza ROM) è questo: http://www.arcadepunks.com/retro-pi-downloads-page/

Scegliete l’img adatto alla grandezza della scheda che avete scelto e scaricatela. Il vostro obbiettivo è avere l’immagine in formato (.img) pronta da caricare sulla memory.
Ci sono con e senza rom, qui la scelta è vostra.

Arcadepunks è un sito dove troverete una marea di materiale aggiuntivo se più avanti vorrete ampliare la vostra retroconsole. Mettetelo tra i favourite e ricordatevelo bene!

Ricordate che potete eseguire questa procedura tutte le volte che volete. Se un’immagine non vi soddisfa o non contiene quello che vi aspettate, potrete sempre in un secondo momento scaricarne un’altra. Ve ne sono molte, tutte preparate dagli appassionati che le hanno preparate e messe a disposizione della comunità.
Le prendete,le caricate sulla vostra memory che infilerete nello slot del raspberry e il gioco è fatto. Quando avrete confidenza con il software comunque non sarà più necessario, andrete a personalizzarvi la vostra configurazione caricando tutto ciò che vorrete a seconda dei casi.

2) Formattate la memory per caricare il file IMG

Inserite la microSD nel vostro lettore di memory card per pc.

Per formattarla vi serve il software SD formatter scaricabile da qui:

https://www.sdcard.org/downloads/formatter_4/eula_windows/index.html

SDFormatter

3) Caricate l’IMG che avete scaricato sulla memory

A questo scopo vi serve il software WinDiskimager scaricabile da qui:

https://sourceforge.net/projects/win32diskimager/

Win32DiskImager

Si tratta di lanciarlo, selezionare il vostro file img e selezionare la vostra ssd formattata nel passaggio precedente (selezionatela con cura! per non sbagliare guardate bene le dimensioni prima di selezionarla)

4) Mettete la vostra microSD nel raspberry e collegate tutto.

Ricordate di collegare per ultima l’alimentazione: è bene ricordare che il raspberry si accende non apppena la collegate. Se avete fatto tutto a dovere entro pochi secondi potrete vedere sul televisore, selezionando l’ingresso hdmi corretto, la vostra nuova console Retropie in startup. Ora si tratta accedere e configurare il vostro game pad per giocare…. ma la vostra console è pronta!


7. Configurare il controller

Che sia un gamepad o un joystick, all’avvio il sistema si accorgerà che c’è una periferica usb collegata da configurare. Perchè configurarla? Perchè i controller hanno tasti e formati diversi e in questo sistema assolutamente aperto potreste collegarne uno qualsiasi tra i migliaia presenti sul mercato. Si tratta semplicemente di dire al sistema quale pulsante volete usare per ogni funzione.

Fatelo con cura seguendo le indicazioni a video, è una procedura lunga che però andrà fatta una sola volta. Saltate pure i pulsanti che non userete se sul vostro controller non li avete a disposizione. Al successivo avvio, premendo un tasto, il sistema si accorgerà che è stato gia configurato e passerà direttamente oltre. In ogni caso potrete riconfigurarlo nuovamente o aggiungere nuovi controller per il multiplayer in un secondo momento grazie ai menu dell’interfaccia.

Qualche piccola indicazione utile

– In qualsiasi momento dopo l’avvio automatico della dashboard se volete potete tornare al sistema linux tramite il pulsante F4 della tastiera

– Dopo aver selezionato una rom potete tornare in qualsiasi momento al menu della dashboard interrompendo il gioco premendo contemporaneamente i pulsanti indicati per SELECT e START al momento della configurazione del controller

– Il menu della dashboard per spegnere il sistema lo travate accedendo al menu tramite il pulsante SELECT (trovate le indicazioni genericamente nella parte bassa dello schermo mentre siete sull’interfaccia

– Il raspberry, una volta spento via software, si riaccende staccando e riattaccando il cavo di alimentazione. Lo so è scomodo… ma l’oggettino, giochi in uso a parte, consuma talmente poco che potreste pensare anche di lasciarlo sempre acceso. Fate voi due conti con i consumi.

In alternativa esistono in commercio cavi usb con tanto di pulsante per evitare di staccare e riattaccare ogni volta il cavetto. Oppure potreste scegliere un case con pulsante di accensione e spegnimento, come quello bellissimo a forma di vecchio Nes che anche io sto valutando…


8. Conclusioni

E’ tutto pronto, si tratta solo di esplorare e giocare. Raspberry rimane un oggetto estremamente flessibile in cui in qualsiasi momento potrete caricare una nuova immagine o una nuova rom. Oppure, un domani, potresti caricare su una microSD una nuova immagine per usare il raspberry per qualsiasi altro scopo. Un fileserver, un desktop linux, una postazione di videoconferenza con telecamera e microfono, una centralina per domotica… basta un cambio di scheda microSD a raspberry spento e un reboot e il vostro raspberry acquisterà immediatamente la possibilità di cambiare uso in pochi secondi.

Ma ora bando alle ciance:

Benvenuti nella vostra nuova console per il retrogaming 😉

Raspberry Pi: il single-board computer delle meraviglie

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Nel lontano 2006 un gruppo di insegnanti e accademici del Regno Unito decisero di creare uno strumento a basso costo che potesse contribuire allo studio di informatica ed elettronica nelle scuole. L’idea era essenzialmeente quella di creare un mini-computer in grado di essere utilizzato un po’ per tutto. Dalla creazione di piccole workstation indipendenti fino alla gestione di circuiti elettronici più complessi.
Per coprire questi scopi dimensioni ridotte e bassi consumi erano un requisito fondamentale.
Doveva essere un piccolo dispositivo con una cpu, una scheda di rete, una scheda video e qualche porta usb. In breve il “minimo indispensabile” che troviamo oggi su qualsiasi personal computer, con dimensioni complessive non superiori però a quelle di una scatola di sigarette.
Perchè così piccolo?
Essenzialmente perchè creare un mini computer di quelle dimensione consentiva una grandissima flessibilità di utilizzo e la tecnologia ormai lo consentiva, grazie all’integrazione di componenti complessi nel formato di singoli chip a basso costo.
Questo “mini-computer” poteva essere utilizzato come centralina di comando di apparecchiature sempre accese, grazie ai suoi consumi minimi. Come centralina di impianti domestici, impianti di videosorveglianza, domotica, server domestici o circuiti elettronici con i fini più disparati. Insomma: qualsiasi cosa per cui un computer potesse essere utile.
L’enorme vantaggio era quello di creare un progetto a standard aperto in cui tutte le specifiche fossero conosciute e utilizzabili da chiunque volesse utilizzarlo. Senza brevetti particolari ne il bisogno di acquisire diritti di utilizzo di nessun genere.
Il sistema operativo per questo dispositivo? Neanche a dirlo: Linux, o meglio, Raspbian OS. Un fork di Debian 6 creato apposta con tutto quello che era necessario per far funzionare al meglio questo piccolo single-board computer.

Il progetto ebbe un grande successo e nel 2009 venne fondata la Raspberry Pi Foundation, a Caldecote, villaggio del South Cambridgeshire, nel Regno Unito, con lo statuto giuridico di organizzazione caritatevole registrata e regolata dalla Charity Commission for England and Wales (fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Raspberry_Pi )

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Oggi esistono diversi modelli di Raspberry, tutti acquistabili per poche decine di euro, e i progetti che li utilizzano sono i più disparati.
Il sito è questo: https://www.raspberrypi.org/ e qualche idea simpatica la trovate qui: https://www.raspberrypi.org/resources/make/ . I progetti d’uso in corso sono numerosi e l’unico limite è davvero l’immaginazione.

Inutile dire che potete acquistarlo praticamente ovunque online. E’ consigliabile puntare i “kit”, comprensivi di tutti gli accessori indispensabili per usare questa piccola meraviglia.
Volete un’idea?
Ad esempio, chi ama il retro-gaming come me, potrebbe crearci una mini console completa di tutti gli emulatori possibili da mettere sotto il televisore in pochissimo spazio con spesa minima… tutto seguendo le indicazioni di un progetto open già più che completo grazie a gruppi di appassionati in rete.
Il progetto si chiama RetroPie e i suoi frutti sono da tempo già liberamente disponibili in internet.
Ma questo sarà argomento di un altro post 😉

retropie

Appunti sulla risoluzione di un blue screen

Alcuni articoli del supporto Ms sono sempre utili e conviene davvero averli pronti sottomano in caso di bisogno. Nel mio caso, come purtroppo a volte accade, il “caso” si è verificato il giorno in cui la mia workstation (Windows 10 pro x64) ha cominciato a bloccarsi in modo completamente inaspettato.

Il blocco si manifestava in modi diversi che sono andati peggiorando con il tempo. In alcuni casi si trattava del completo congelamento dell’interfaccia, senza alcuna attività apparente della macchina. L’unica cosa fattibile era spegnere e riaccendere il pc.

In altri casi invece, diventati via via più frequenti, la macchina si bloccava completamente con la purtroppo famigerata schermata blu contenenti poche informazioni utili al troubleshooting.

I codici di errore riportati non erano oltre tutto costanti e rimbalzavano dal:

IRQ NOT LESS OR EQUAL

al

PAGE FAULT IN NONPAGED AREA

Chi è avvezzo al troubleshooting dei sistemi Windows sa che purtroppo questi due messaggi sono tipici di due macro  tipologie di problemi dietro i quali può essere successo più o meno di tutto: problemi di driver o problemi di memoria.

Da qui quindi è partita la mia indagine.

1) Sono state fatte installazioni/aggiornamenti di recente?

Purtroppo windows 10 fa aggiornamenti in autonomia pertanto la risposta a questa domanda non è così immediata. Per verificarlo comunque è bastato un passaggio su gestione aggiornamenti dove ho verificato che non vi erano stati aggiornamenti particolari oltre alle ultime definizioni di Windows Defender


2) Il sistema riporta errori o problemi inattesi nei log?

Secondo passaggio: verifica in Event viewver. Anche qui nulla di particolare se non degli errori ricorrenti dovuti forse a qualche disinstallazione non andata proprio a buon fine. Questo è forse uno dei punti più “ambigui” dell’analisi in quanto i messaggi potenzialmente preoccupanti possono essere davvero molti. Ho perso molto tempo a risolvere messaggi di errore che nulla avevano a che fare con il mio problema. Male certo non fa… ma è frustrante ritrovarsi a distanza di qualche ora dopo il lavoro di nuovo con lo stesso problema. Unico suggerimento: ignorate gli errori ricorrenti precedenati al problema o, quanto meno, lasciateli in secondo piano e verificateli solo in un secondo momento


3) Il sistema riporta anomalie a livello di periferiche/driver?

Un bel giro in gestione risorse risolve rapidamente questo dubbio. Se nessuna periferica riporta anomalie è comunque consigliabile una verifica della presenza di eventuali driver aggiornati che coprano eventuali bug delle versioni precedenti. Sopratutto se di recente avete aggiunto qualche periferica!


4) Il sistema operativo è integro o riporta anomalie a livello di file, grant, etc… ?

Questo è il punto più difficile da verificare ma Ms ci viene in aiuto con 2 tool: sfc.exe (System File Check utility) e dism.exe (Distributed Image System Maintenance) entrambi disponibili nel sistema operativo. Eccone le descrizioni.

https://support.microsoft.com/it-it/help/947821/fix-windows-update-errors-by-using-the-dism-or-system-update-readiness
https://support.microsoft.com/it-it/help/929833/use-the-system-file-checker-tool-to-repair-missing-or-corrupted-system

Il loro utilizzo, come potete vedere dal contenuto degli articoli, si riassume nel lanciare da un prompth con privilegi elevati i seguenti comandi:

DISM.exe /Online /Cleanup-image /Checkhealth

DISM.exe /Online /Cleanup-image /Restorehealth

sfc /scannow

5) I dischi sono integri?

Questa è un’ipotesi remota ma è comunque meglio verificarla in modo da scartarla a priori. Windows usa come memoria ausiliaria il file di paging che a sua volta è ospitato su uno dei dischi fissi della macchina. Un problema sul disco che ospita questo file potrebbe tradursi in uno degli errori sopra indicati. Ipotesi remota ma lanciare un check dei dischi, in particolare quello di sistema dove c’è il file di paging, male non fa. Possiamo farlo con tramite gli strumenti grafici (pulsante destro sul disco, “Strumenti”, “Controllo disco”) oppure tramite il vetusto ma sempre affidabile chkdsk

chkdsk [volume] /scan

Maggiori dettagli sul comando anche qui potete trovarli sul supporto Ms:

https://technet.microsoft.com/it-it/library/bb491051.aspx


6) Il problema permane? Allora purtroppo potrebbe trattarsi davvero di un problema di RAM hardware…

Per questa verifica Ms ci mette a disposizione un ulteriore too di diagnostica predisposto per lo scopo: MdSched.exe (Strumento Diagnostica Memoria Windows). Il check della memoria per ovvie ragioni può essere verificato solo da tool appositi eseguiti prima dell’avvio del sistema operativo pertanto, con questo strumento, sarà possibile schedulare un checò imediato al prossimo riavvio di windows. Il tool ha diverse modalità di funzionamento (Base,Standard e Advanced) ma la modalità di deafult (Standard) da documentazione risulta già sufficente alla nostra verifica.

Sempre da un promth con privilegi elevati (o tramite la ricerca) lanciamo MdSched.exe

Maggiori dettagli su questo tool li trovate qui:

https://technet.microsoft.com/en-us/library/ff700221.aspx

In ogni caso il check parte automaticamente e basta lasciarlo andare. Se tutto va bene, dopo la conclusione e successivo riavvio, troverete in Event Viewver un messaggio con il risultato del test.

Se invece qualcosa non va il software potrebbe indicarvi un problema su uno dei moduli di memoria oppure addirittura bloccarsi durante il test.

Cosa si fa a quel punto? Come nel mio caso (*sigh*) l’unica cosa che potete fare è togliere i moduli di memoria rilanciando il test fino a quando non riuscirete a capire quale sia il modulo guasto. Consigliabile in particolare fare tentativi di riavvio togliendo prima le memorie di un canale e poi quelle dell’altro. A seguire scambiate i moduli finchè non capite qual’è quello guasto.

Nel mio caso, alla fine dell’analisi, ho salutato con tutti gli onori del caso, un glorioso ma ormai vetusto e difettoso modulo RAM Samsung da 1Gb.

Ma tutto è tornato a funzionare come prima 😉

Sense8: menti connesse secondo le sorelle Wachowski

L’idea della telepatia è stata usata in tali e tante serie tv, film e libri da non poter essere davvero elencati.
Questo sia nel fantasy che nella fantascienza: la trasmissione del pensiero a distanza, diciamolo pure, è un tema sempre in uso su cui ben difficilmente ci aspettavamo potesse emergere qualcosa di nuovo…. eppure come avrete già ben visto ho usato un verbo al passato.

Le sorelle Wachowski sono sempre state così: non hanno mai avuto paura di attingere a temi già usati da altri, dichiarando anche platealmente la loro fonte di ispirazione. Qualcuno ricorderà l’idea non originale di una realtà sintetica generata da un computer in cui le persone non sanno di essere prigioniere.
Idea originale per la fantascienza? Ovviamente no…. ma loro la presero e la fecero diventare un certo “Matrix” di cui forse (ma giusto forse…) avrete già sentito parlare.

Riprovano di nuovo nella stessa impresa con Sense8.

8 individui nati in luoghi assolutamente distanti del mondo (Chicago, San Francisco, Londra, Berlino, Seul, Reykjavík, Città del Messico, Nairobi e Mumbai), lontani non solo per distanza ma per stile di vita, professione, religione e abitudini sessuali si ritrovano un giorno ad essere inspiegabilmente “connessi” gli uni agli altri. All’inizio in modo disordinato e confuso (e a volte assolutamente grottesco e divertente!) condividono pensieri, emozioni ed esperienze… fino a capire di far parte di un’unica “cerchia” di persone connesse. Sono in grado di comunicare, di chiedersi aiuto, addirittura di scambiarsi nell’affrontare situazioni singolarmente insuperabili.
Ma ovviamente i cattivi non mancano e c’è chi darà loro la caccia….

Questa è l’idea di base di Sense8 e da qui parte tutto. Dico “parte” perchè da un’idea che inizialmente non sembrava troppo originale le Wachowski sviluppano una serie TV dall’altissimo impatto visivo che nulla ha da invidiare al cinema. La fotografia è stupenda e vi darà tutta la gioia che i vostri sudati soldi, spesi per un televisore full hd (o 4k per i più fortunati!), meritano.

A noi è piaciuta e molto. Perchè non è solo una serie di fantascienza ma una serie che parla di persone con differenze all’apparenza insormontabili che si accorgono di aver bisogno le une delle altre.
Perchè i personaggi di Sense8 alla fine sono questo: persone che si accorgono di quanto la diversità, alla fine, non sia un problema bensì un’incredibile fonte di ricchezza raggiungibile solo superando il pregiudizio. Fantastico, se ci pensate.

Lo stile è particolare, la trama è intrigante… all’inizio vi sentirete un po’ sbalestrati dai salti continui (come i personaggi del resto…) ma una volta superato questo, vorrete vedere come va a finire.

Se volete dare una chance a Sense8 secondo me non ve ne pentirete, anzi…. buona visione e benvenuti in un mondo più grande 😉

 

 

 

 

 

 

Diablo III: un fantastico Action RPG compie 20 anni

Quella di Diablo è una saga che avevo sempre sottovalutato nonostante sia un grande fan dei giochi Blizzard.
Non saprei dire esattamente perchè.
Forse per quello stile un po’ retrò o forse perchè siamo così abituati ai giochi in soggettiva ormai che qualsiasi cosa in terza persona che non sia uno strategico finisce per risultare qualcosa di “strano” tra i giochi di oggi…magari anche un po’ datato.

Se sono qui a scriverne però vi sarà già chiaro che mi sbagliavo di grosso.

Sono bastati pochi minuti di gioco con la versione introduttiva per ritrovarmi coinvolto da tutto quello che questo gioco ha da offire: uno stile di gioco che tanto mi ricorda Ultima VIII (per chi ricorda il titolo Origin di Richard Garriot), una trama coinvolgente, musiche fantastiche, cinematics incredibili, dialoghi recitati da attori di livello è quell’incredibile attenzione ai minimi dettagli che caratterizza tutti i prodotti Blizzard.
Insomma: un tripudio gotico in cui divertirvi da soli o in team contro mostri e nemici di ogni genere.

Perchè quello che è davvero bello di questo gioco è che in due parole… è divertente.
Nella sua semplicita di gestione (potrete giocare completamente solo con il mouse) perderete ore ad esplorare le ambientazioni incredibili disegnate dagli artisti di Blizzard, triturando tonnellate di mostri e cercando di portare avanti la trama tra una quest e l’altra. Un RPG puro, di quelli che giocavamo una volta, ma con quel quid in più dato da tutto quello che il supporto e la gestione online di oggi hanno da offire.

E’ un titolo già uscito da un po’ quindi potrete godervelo per intero comprando il Battle Chest (comprensivo dell’espanzione Reaper of Souls che aggiunge un nuovo Atto) a soli 19 Euro in occasione dell’anniversario del titolo (prezzo PC da sito battle.net ma lo trovate anche per console Playstation e XBox). Come sempre aspettare un po’ per giocare i nuovi titoli premia tantissimo il portafoglio :).
Inutile dire che dopo aver concluso l’edizione introduttiva l’ho già preso e ora sono intorno alla fine del primo atto…

Cosa dire? Ben fatto Blizzard.

 

Westworld: La Fantascienza Torna al Far West

Penso di aver scritto ormai più di una volta di quanto mi piacciano le contaminazioni di genere: vero sinonimo del fatto che certe storie hanno ancora qualcosa da dire. Mai come in questo “Westworld” direi che ne abbiamo la riprova.
Da un film del 1973, scritto e diretto da Michael Crichton, ecco arrivare l’idea di un parco dei divertimenti enorme per ricchi dove è possibile vivere esperienze tipiche dei vecchi film ispirati al selvaggio west. Al posto di attori e figuranti però il parco è pieno di androidi, i cosiddetti “residenti”: macchine tanto simili agli esseri umani da poter essere confusi con essi.
I residenti “vivono” le loro vite in modo del tutto automatico ma hanno la possibilità di “improvvisare” ovvero applicare un comportamento nuovo ad una situazione imprevista. Così i turisti possono inserirsi come preferiscono nelle diverse narrazioni precostituite cambiandole e rendendole qualcosa di sempre nuovo.
Ad ogni “ciclo” il tutto riprende da capo e tutti i residenti feriti, danneggiati, dispersi o morti vengono riportati dal personale nei propri punti di partenza. Fino a quando qualcosa non comincia ad andare in modo diverso dal previsto…

L’idea del “parco fuori controllo” è sempre stata cara a Crichton, anche prima che cominciasse a riepirli di dinosauri, tuttavia all’idea davvero buona va associato un cast stellare e di carattere che da spessore fantastico alla narrazione. Anthony Hopkins in testa, seguito a ruota da Ed Harris che in questa serie ricorda tanto quel “texano dagli occhi di ghiaccio” a cui gli autori devono aver sicuramente pensato.

Non dico altro sulla trama per non togliervi nessun genere di sorpresa ma il ritmo della serie è ottimo, come anche gli intrecci narrativi che andranno ad incontrarsi al momento giusto per poi guidarvi verso il finale. Finale che vi farà davvero dispiacere di esserci arrivati…. ma non preoccupatevi… la serie è stata già confermata per la stagione 2!

Che serie guardo stasera?

Uno studio pubblicato su Dailymail, ci guida alla scelta delle serie più “Acchiappanti” su Netflix. L’emittente infatti è in grado di capire, dai dati di ascolto, quante puntate sono servite in media perchè ogni ascoltatore decidesse di andare fino in fondo nella visione della stagione.

Eccovi la classifica…. se stasera non sapete cosa vedere direi che questo è un buon punto di partenza per scegliere!
hooked

fonte: http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-3246784/The-moment-got-addicted-Netflix-reveals-episodes-viewers-decide-binge-shows.html

Titanfall: un’occasione da prendere al volo

Non smetteremo mai di ripeterlo: basta scegliere i giochi usando la testa e, con un po’ di pazienza, si fanno davvero dei grandi affari spendendo pochissimo.

E’ il caso di questo Titanfall, titolo di Respawn / EA su cui avevamo messo gli occhi fino dal lancio di XBox One. Era infatti uno dei titoli di punta della campagna marketing di MS che non poteva non attrarre per i suoi elementi innovativi e per l’alto livello di qualità con cui è stato prodotto.
Di seguito trovate come ripasso il video di lancio dell’E3 del 2013.

Approfittando della recente uscita del capitolo successivo, questo titolo è ora venduto a prezzo scontatissimo e potete portarvelo a casa per poco.
I prezzi variano dalla super-occasione Gamestop a 6 euro (https://www.gamestop.it/XboxONE/Games/32355) fino ai prezzi della grossa distribuzione che arrivano però fino ai 20 euro e oltre (http://www.trovaprezzi.it/prezzo_videogiochi-per-xbox-one_titanfall.aspx).

Insomma: occhio al prezzo e, se il titolo vi interessa, cogliete l’occasione!

C’era Una Volta: contaminazioni seriali tra favole e modernità

Certe storie fanno parte del nostro immaginario collettivo. Biancaneve, Cappuccetto Rosso, Pinocchio….sono tutti titoli che ci rimandano indietro nel tempo alle favole della buona notte. Storie della tradizione popolare che, magari con qualche variazione, hanno attraversato i secoli giungendo fino a noi.

Sarebbe facile sottovalutare quindi questo “C’era una volta” ricollegando i suoi personaggi alle favole per bambini. Ma sarebbe un errore.

Gli autori si sono messi di impegno per trasportare con un abile stratagemma narrativo tutti quei personaggi per noi familiari ai giorni nostri. Oddio….”abile” magari non è proprio la parola giusta visto che, quando si usa la carta della “magia” tutto diventa semplice….tuttavia il risultato è assolutamente apprezzabile.

Non dovete pensare ad una deriva “fantasy” dei personaggi delle favole raccolte dai fratelli Grimm bensí ad una trasporto in chiave odierna dei personaggi che conoscete da una vita.

La serie forse a tratti è un po’ lenta e a volte gli manca quella verve necessaria per tenervi incollati allo schermo….tuttavia è assoltamente interessante. L’effetto dei personaggi fuori dal loro contesto è particolare ed estraneante, come anche la revisione delle favole in cui troverete piu di una contaminazione della letteratura diciamo più recente. Un episodio tra tutti facendo attenzione a non spoilerare: cappuccetto rosso e il lupo diventa una trasposizione horror-gotica molto..molto diversa dall’originale!…Ma non posso dire altro.

Qualche purista urlerá al sacrilegio della letteratura classica…io invece le contaminazioni narrative le adoro. Sono sinonimo del fatto che le storie continuano a vivere e che hanno ancora qualcosa da dire.

La serie quindi vale assolutamente la pena. Dategli qualche episodio per ingranare (per dare spessore ai personaggi serve un po’). Poi sicuramente l’apprezzerete.

Benvenuti a Story Brook…una piccola cittadina del Maine dove tutto è possibile.